Bancarotta ex Gielle, imprenditore patteggia un anno e quattro mesi

Pena sospesa per Giffi. È uno dei tanti capitoli relativi al lungo contenzioso con il Comune di Avezzano Secondo l’accusa, ha fatto sparire 1 milione di euro con il fallimento della falegnameria di via Nuova
AVEZZANO. Un anno e quattro mesi di reclusione. È questa la pena patteggiata davanti al tribunale di Avezzano dall’imprenditore Guido Giffi, 89 anni, che doveva rispondere di bancarotta fraudolenta riguardo all’annosa vicenda della Gielle, ex falegnameria di via Nuova.
Secondo l’accusa, l’anziano imprenditore avezzanese, in quanto legale rappresentante della Sas Gielle, dichiarata fallita con una sentenza del dicembre 2021, avrebbe messo in atto «diversi episodi di bancarotta fraudolenta causando un danno economico» che si aggira quasi sul milione di euro. In particolare, sempre secondo l’accusa, la società fallita aveva ricevuto il pagamento da parte del Comune di Avezzano della somma di 949mila euro a titolo di risarcimento del danno come era stato disposto da una sentenza di prima grado e poi dalla Corte d’Appello dell'Aquila. Sentenza prima esecutiva ma poi annullata con la pronuncia della Cassazione.
Per la procura di Avezzano, l’imprenditore ha «distratto la somma di denaro a favore di se stesso e dei propri familiari con la consapevolezza dell’impossibilità di restituirla, trattandosi di una società da tempo inattiva». Un’azione con la quale, sempre stando all’accusa, avrebbe «preordinato il fallimento della Sas».
Durante il processo sono anche emerse però delle attenuanti a favore dell’imprenditore: le vittorie in primo in secondo grado avrebbero ingenerato in lui la ragionevole aspettativa che il contenzioso fosse ormai risolto a suo favore.
E ciò molto tempo prima dal fallimento successivamente dichiarato, quando la società Gielle non avrebbe avuto più possibilità di contrarre debiti.
L’altra attenuante riguarda l’assenza di precedenti penali a carico dell’imputato. Alla luce di tutti questi fattori, Giffi ha patteggiato una pena di un anno e 4 mesi. Pena che è stata dichiarata sospesa.
Il caso Gielle sas è una vicenda processuale che va avanti da quasi quarant’anni.
Nella sentenza definitiva c’è la disposizione di liquidare un milione di euro al Comune di Avezzano.
I fatti risalgono al 1985, quando l’Ente Fucino, con un rogito notarile, cedette al Comune di Avezzano alcuni beni, capannoni e terreni circostanti, in via Nuova, in uso alla società Gielle, con l’impegno di riconoscere alla stessa migliorie per 950 milioni. Da allora ne nacque un caso che è diventato negli anni, in più occasioni, anche argomento per il dibattito politico tra la maggioranza e l’opposizione delle amministrazioni che si sono succedute.
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