Battaglia contro il caro-pedaggi Parte il nuovo appello al governo

Incontro dei sindaci abruzzesi e laziali con i rappresentanti delle associazioni degli autotrasportatori Ribadito il no all’aumento del 26% delle tariffe su A24 e A25 . Nazzarro: «Chiederemo un confronto»
CARSOLI. «Scriveremo al ministro delle Infrastrutture per chiedere un tavolo di confronto sulle tariffe e sulla sicurezza delle autostrade che collegano Abruzzo e Lazio». È quanto deciso all’esito del vertice convocato dal sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, per scongiurare il possibile rincaro dei pedaggi autostradali di A24 e A25 paventato dal vicepresidente del concessionario Strada dei Parchi, Mauro Fabris. L’aumento del 26% rispetto alle attuali tariffe potrebbe scattare dall’inizio del nuovo anno. Un salasso per automobilisti, autotrasportatori, pendolari e cittadini contro il quale gli amministratori delle due regioni si sono detti uniti e compatti. Riparte dunque dalla Marsica la battaglia contro il caro pedaggi delle autostrade Roma-L'Aquila-Teramo e Roma-Pescara. «Abbiamo deciso di riprendere la battaglia vista l’imminente scadenza del blocco delle tariffe fino a dicembre 2021», spiega il primo cittadino di Carsoli, «una battaglia che portiamo avanti da tre anni non solo per trovare una soluzione definitiva al caro pedaggi, ma per rivendicare anche la sicurezza dell’infrastruttura che attraversa questi territori e discutere di mobilità in generale. Temi che ci piacerebbe affrontare con il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini». Si tratta del quarto ministro al quale la delegazione intende appellarsi dopo Delrio, Toninelli e Paola De Micheli. «Al ministro Giovannini chiederemo un tavolo di confronto dove poter affrontare i temi del caro pedaggi, della sicurezza anche alle luce delle nuove potenzialità offerte dal Pnnr», aggiunge Nazzarro. «Scriveremo anche al presidente del consiglio Mario Draghi e ai commissari del Pef. Insomma ci rimettiamo in campo fermi come prima. Vedremo quale sarà la risposta del governo e se la nostra richiesta di dialogo dovesse restare inascoltata siamo pronti a riprendere la battaglia con l’unione e la determinazione di sempre. Se serve torneremo a manifestare a Roma. Naturalmente», aggiunge, «occorre riorganizzare il gruppo alla luce delle ultime elezioni amministrative, per cui nei prossimi giorni mi metterò in contatto con i nuovi sindaci ». Ieri oltre agli amministratori abruzzesi e laziali hanno partecipato al vertice i rappresentati della associazioni degli autotraportatori: Carlo Antonetti di Fai (Federazioni autotrasportatori italiani Abruzzo Molise); William Facchinetti per Fita Cna Abruzzo; Claudio Donati di Assotir nazionale; Roberto Di Berardino presidente di Assotir Abruzzo e Gabriele Sillari di Confartigianato trasporto.
IL NODO DEL PEF
L’aumento del ticket di A24 e A25 è legato al Piano economico e finanziario relativo alla rete autostradale abruzzese che attende di essere approvato dal 2012 da parte del ministero delle Infrastrutture. È all’interno del Pef che dovrebbero essere inserite le misure per calmierare i pedaggi. Fino ad oggi la mobilitazione dei territori attraversati dalle autostrade è riuscita a scongiurare prima gli aumenti. Ma proroghe e rinvii non bastano più ai sindaci, che intendono risolvere la questione una volta per tutte.
LE TAPPE DELLA BATTAGLIA
La battaglia contro i rincari autostradali è partita tre anni fa quando il concessionario Strada dei Parchi ha annunciato un aumento dei pedaggi del 12,89%. Decisi a far fronte comune per concordare una linea d’azione condivisa, il 3 gennaio del 2018 alcuni sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Carsoli, si sono riuniti con l’obiettivo di bloccare i rincari che avrebbero ulteriormente penalizzato le aree interne. La battaglia è andata avanti per due anni tra riunioni, decine di missive e istanze inviate a tutti i rappresentanti dei vari livelli istituzionali, richieste di accesso agli atti negate, incontri con i vari ministri, proteste e manifestazioni di piazza. La prima vittoria l’1 ottobre ’18 con la neutralizzazione dell’aumento delle tariffe del 12,89%. Scongiurato anche il rincaro del 5,59% per il 2019 cui sono seguite altre proroghe. Al momento le tariffe di pedaggio sono ferme al 31 dicembre 2017 con lo stop degli aumenti fino a dicembre 2021.
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