Battaglia legale sul Festival Di Mattia: «Il marchio è mio»

12 Agosto 2015

AVEZZANO. La decisione del Comune di annullare la seconda edizione dell’evento “La notte della chimera”, il festival internazionale delle arti, sta trascinando dietro di sé una scia di polemiche ma...

AVEZZANO. La decisione del Comune di annullare la seconda edizione dell’evento “La notte della chimera”, il festival internazionale delle arti, sta trascinando dietro di sé una scia di polemiche ma anche di colpi di scena. Dopo la presa di posizione di Gabriele Ciaccia, che avrebbe dovuto essere il nuovo direttore artistico e che ha parlato di una «decisione dovuta alla mancanza di copertura economica a favore invece degli “Eventi estate”», ora nella vicenda emerge un nuovo scenario. Infatti, il direttore artistico dello scorso anno, Germano Di Mattia, tramite i suoi legali Salvatore Braghini e Renzo Lancia, ha fatto sapere che «oltre a essere stato colui che ha ideato l’evento e coordinato tutte le attività propedeutiche alla sua realizzazione, è anche colui che detiene la proprietà intellettuale della manifestazione». Di Mattia, infatti, ha provveduto, secondo i suoi legali, a depositare il marchio in Svizzera e negli Usa, declinando la denominazione originaria del festival in tutti i modi possibili, «al fine di non consentirne indebite appropriazioni, proteggendo l’idea a livello internazionale». La registrazione del logo e del format danno al titolare la facoltà di vietare a terzi l’uso di un nome identico o simile per “eventi” uguali o affini a quelli rivendicati nella domanda di registrazione. Anche per quanto riguarda la tutela del contenuto, ossia dell’organizzazione dell’evento in sé, in caso di plagio, è possibile invocare il diritto d’autore. In sostanza, al di là della disponibilità dei fondi, «nessuno può pensare di realizzare la manifestazione denominata “La notte della chimera” o cose simili, replicandone il format senza incorrere in violazioni della legge, che verrebbero subito denunciate alle autorità competenti».

Inoltre, secondo l’ex direttore artistico, la proprietà intellettuale dell’opera è ben evidenziata in tutti gli articoli relativi alla manifestazione del 2014 e sul sito web www.lanottedellachimera.it. Di Mattia, a dire dei suoi legali, sarebbe dunque “proprietario” della manifestazione, oltre a esserne stato il direttore artistico, secondo i termini contrattuali fissati con l’associazione “Adsumus quoque”, da cui ha ricevuto l’incarico di direzione per ben un decennio, ma a cui non avrebbe mai ceduto la proprietà intellettuale. Quindi emergerebbe una seconda verità sull’annullamento della manifestazione, fortemente voluta dall’ex assessore comunale Gabriele De Angelis. La mancata riproposizione, secondo gli avvocati di Di Mattia, sarebbe correlata a presunti inadempimenti dell’associazione nei riguardi del direttore artistico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA