Biondi: «Potenziare il superbonus per mettere in sicurezza il Paese»

10 Maggio 2021

Il sindaco: «Lo strumento andrebbe esteso anche alle tipologie attualmente escluse dai benefìci Penso ad esempio agli edifici e immobili destinati all'esercizio di attività d’impresa, arti e professioni»

L’AQUILA. Mettere in sicurezza il territorio non soltanto aquilano, ma dell’Italia intera, potenziando e allargando gli ambiti di intervento col Superbonus. Questa la proposta del sindaco Pierluigi Biondi, che parla di «investimenti sulla prevenzione» indicando i motivi per i quali occorrerebbe spingere sull’acceleratore in questa direzione.
«TRE BUONI MOTIVI». «Esistono almeno tre buoni motivi per ritenere il Superbonus del 110% uno strumento fondamentale per la modernizzazione del Paese», afferma Biondi. «Il primo è di natura etica. Negli ultimi 50 anni in Italia ci sono stati almeno sei terremoti devastanti (Belice 1968, Friuli 1976, Irpinia 1980, Abruzzo 2009, Emilia 2012, Centro Italia 2016-17) e complessivi 33 eventi di magnitudo superiore ai 5.5 gradi Richter, con circa 5mila morti, 500mila senzatetto e danni incalcolabili al patrimonio edilizio, artistico e architettonico. Da decenni si parla, senza alcun esito concreto, della necessità di una grande operazione di messa in sicurezza del territorio, finalmente si presenta l’opportunità di farlo con uno strumento già sufficientemente rodato e che andrebbe esteso anche a quelle tipologie di intervento attualmente escluse dai benefìci, come edifici e immobili destinati all’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni. C’è poi l'aspetto ambientale: solo un edificio su 10 ha una classe energetica elevata e il riscaldamento domestico incide sull’inquinamento delle nostre città più del settore dei trasporti. Il secondo è di natura economica. Per la gestione dell’emergenza e la ricostruzione dei luoghi dilaniati dal sisma, in mezzo secolo, sono stati spesi 150 miliardi. Investire in prevenzione, nel medio-lungo periodo, oltre a evitare sofferenze e lutti, assicura un risparmio per le casse pubbliche. Va considerato, inoltre, che il settore delle costruzioni occupa circa 1,3 milione di persone, con l’88,6% degli occupati che lavorano in micro e piccole imprese, gli stessi che assorbono una delle fette più importanti del numero di ore di cassa integrazione per emergenza sanitaria che ha superato i 5 miliardi complessivi, dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021. Garantire un mercato ampio come quello connesso al ricambio edilizio, in una nazione in cui oltre la metà delle abitazioni è stata realizzata prima del 1970, costituirebbe un sostegno vigoroso al settore, sottraendolo alla tendenza verso il basso che lo caratterizza a partire dalla “grande recessione” del 2009 e che in un decennio ha spazzato via 600mila posti di lavoro».
PANDEMIA. «Il terzo e ultimo motivo», argomenta Biondi, «è di natura strategica. L’Italia è una delle nazioni dell’area euro che maggiormente subirà gli effetti del Covid-19, anche a causa della sua arretratezza infrastrutturale e da un'innata refrattarietà a semplificare, a partire dal sistema degli appalti pubblici. Nello stesso lasso di tempo in cui tra il 1956 e il 1964 si costruivano i 760 chilometri dell’Autostrada del Sole, oggi si riesce a malapena a completare un’opera dal costo compreso tra i 5 e i 10 milioni. È evidente che con una capacità di spesa così lenta si rischia di vanificare l’effetto benefico degli investimenti del Recovery plan. Il Superbonus può rappresentare un modello virtuoso in cui il denaro entra rapidamente in circolazione generando ricchezza e accrescendo il Pil. La condizione indispensabile è che l’apparato burocratico sia oggetto di una profonda operazione di riforma, a cominciare dalla digitalizzazione degli archivi e dalla piena accessibilità alle informazioni. Uno degli ostacoli per accedere al Superbonus è la possibilità di certificare la conformità urbanistica dell’immobile oggetto dell’intervento attraverso il rilascio della copia della documentazione conservata in comuni, geni civili, enti vari. Il Superbonus è anche una sfida per la pubblica amministrazione a spingere sull’innovazione».