Auto sfrenata, Tommaso morì all’asilo: condannati la dirigente scolastica e l’ingegnere addetto alla sicurezza

L’Aquila. La sentenza per la morte del piccolo Tommaso D'Agostino, 4 anni, e per il ferimento di altri cinque bambini, tutti investiti da un'auto, negli spazi della scuola dell'infanzia del quartiere Pile, il 18 maggio 2022
L’AQUILA. Il giudice monocratico del Tribunale dell'Aquila, Tommaso Pistone, ha condannato i due imputati nel processo per la morte del piccolo Tommaso D'Agostino, 4 anni, e per il ferimento di altri cinque bambini, tutti investiti da un'auto, negli spazi della scuola dell'infanzia del quartiere Pile, il 18 maggio 2022. Si tratta della dirigente scolastica Monia Lai, condannata a un anno e mezzo di reclusione, e dell'ingegnere Bruno Martini, addetto alla sicurezza dell'edificio scolastico, a un anno e 8 mesi con i benefici di legge.
La tragedia avvenne dopo che una macchina, parcheggiata nella discesa che portava all'edificio scolastico, si sfrenò investendo i bambini che giocavano all'esterno della struttura. I due imputati sono stati condannati con l'accusa di cooperazione in omicidio colposo, reato riqualificato in luogo della più grave fattispecie dell'omicidio stradale. La donna alla guida dell'auto e proprietaria del mezzo, che era andata a riprendere il figlio, ha patteggiato due anni per omicidio stradale in un altro procedimento penale nel febbraio 2025. Assolto il geometra Antonello Giampaolini, responsabile del Settore Edilizia scolastica del Comune dell'Aquila, "per non aver commesso il fatto".
Nel corso dell'udienza il pm Ugo Timpano aveva chiesto due anni e mezzo per Lai e per Martini, mentre per Giampaolini aveva chiesto l'assoluzione. La dirigente scolastica era accusata di avere omesso l'inidoneità del documento di valutazione dei rischi redatto da Martini, non prendendo gli opportuni provvedimenti: secondo il pm, il documento di Martini, neanche sottoscritto da Lai, "era in aperta violazione dei contenuti prescritti dalla legge. Era generico e standardizzato con indicazioni di attività e rischi addirittura non attinenti alla scuola e non conteneva alcuna indicazione sulla gestione degli spazi esterni su cui insisteva la strada e elevata pendenza". Sempre a Lai sono state contestate violazioni di regole di comune diligenza, essendo pur presente sui luoghi e pur assistendo al parcheggio indiscriminato di auto sulla strada in pendenza. Sarebbe stata consapevole, per l'accusa, del fatto che l'area era protetta da una semplice recinzione e un cancelletto progettato solo per impedire l'uscita dei bambini. A Martini è stata contestata l'omissione della valutazione dei rischi e la mancata individuazione delle misure di prevenzione "con negligenza imprudenza e imperizia". Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

