Bocconi avvelenati, è di nuovo allarme: «Orsetti in pericolo»

Due cani morti nell’area frequentata dai cuccioli di Amarena Attesi altri sopralluoghi dei forestali: analisi sulle carcasse
PESCINA. Allarme bocconi avvelenati a pochi passi dal territorio del Parco nazionale, nelle radure percorse dai cuccioli dell’orsa Amarena. Due cani domestici sono morti e il timore è che anche gli orsetti – oltre agli altri animali selvatici presenti nella zona – possano ingerire sostanze tossiche. Per questo a Pescina è scattato l’allarme: i carabinieri forestali hanno già bonificato una parte dell’area interessata, compresa tra Madonna del Carmine e la pinetina in cui è posizionato il monumento degli alpini. Al momento non sono state trovate esche ma i primi riscontri emersi sulle carcasse dei due animali sembrano confermare l’ipotesi dei bocconi avvelenati. Le operazioni di bonifica proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’ausilio dei cani antiveleno in arrivo dai carabinieri forestali di Lecce nei Marsi e Pescasseroli. La carcassa del cane avvelenato mercoledì scorso è stata portata nella sede di Avezzano dell’Istituto zooprofilattico di Teramo per l'autopsia: l’esito degli esami è atteso nei prossimi giorni. Le indagini sono coordinate dai carabinieri forestali di Lecce nei Marsi, guidati dal maresciallo Giovanni Salvi. Il Comune di Pescina ha invitato i cittadini a non recarsi nell’area di Madonna del Carmine: «È in arrivo un’unità cinofila antiveleno che bonificherà le zone limitrofe a quella già decarbonificata», spiega il sindaco Mirko Zauri, «i carabinieri sono intervenuti in maniera repentina e abbiamo invitato la popolazione a prestare la massima attenzione».
La zona interessata dall’allarme non rientra nei confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ma le preoccupazioni sono giustificate dal fatto che questa è stata, in passato, frequentata più volte dai cuccioli di Amarena.
Nelle scorse settimane erano stati lanciati allarmi per la presenza di esche avvelenate a Collelongo (in località Borgo) e a Pereto, dove il sindaco Giacinto Sciò aveva firmato un’ordinanza per il divieto di libera circolazione dei cani nell’area di Macchialunga.
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