Busto di Capograssi, restauro pagato dagli italo-canadesi
SULMONA. Dopo Ovidio anche Capograssi sarà restaurato grazie agli italocanadesi. L’associazione “Valle Peligna” di Toronto, che riunisce gli emigrati dell’area dell’Ontario originari del Centro...
SULMONA. Dopo Ovidio anche Capograssi sarà restaurato grazie agli italocanadesi. L’associazione “Valle Peligna” di Toronto, che riunisce gli emigrati dell’area dell’Ontario originari del Centro Abruzzo, si occuperà infatti del restauro del busto dell’illustre giurista e filosofo sulmonese. Lo ha annunciato il presidente dell’associazione, Aldo Di Cristofaro, in questi giorni presente a Sulmona. L’opera di ripulitura del basamento e di restauro sarà affidata a un esperto iscritto nell’elenco degli abilitati della Soprintendenza (in particolare sarà curata da un restauratore di metalli). «In questi giorni è stato celebrato il 130° anniversario della nascita del giurista sulmonese Capograssi, che ha lasciato traccia profonda nella cultura internazionale con la propria opera e con il suo pensiero e sono stato presente all'omaggio che la città ha voluto rendere al suo illustre concittadino», spiega Di Cristofaro, «ho pensato che anche noi abruzzesi residenti all’estero avremmo potuto fare qualcosa per Capograssi. Da qui l’idea di partecipare al restauro del busto». Nel giro di pochi mesi, quello annunciato da Di Cristofaro è il secondo intervento di restauro che i peligni residenti in Canada offrono a beneficio della città, dopo quello eseguito sulla statua di Ovidio, in piazza XX Settembre dalla famiglia del sindaco di Vaughn, Maurizio Bevilacqua. «La nostra associazione ha già partecipato ad altre analoghe iniziative con l’allestimento di un parco giochi per disabili a Pratola e un parco giochi e una casetta in legno per gli anziani a Goriano Sicoli», ricorda Di Cristofaro. Soddisfazione del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini: «Nella giornata del Fai un segnale di grande generosità e responsabilità verso il nostro patrimonio culturale da parte dell’associazione degli emigrati peligni. Grazie a nome della città».
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