C'è un sospettato per la donna di Rieti morta ai confini con l'Abruzzo

18 Maggio 2016

Le indagini sulla morte di Mariangela Mancini: le tracce di acido muriatico trovate nello stomaco non sufficienti ad avvelenare, l'ipotesi strangolamento prende forza

TAGLIACOZZO. C'è un sospettato nelle indagini sulla morte di Mariangela Mancini, la 33enne scomparsa il 12 maggio scorso da Borgorose (Rieti) e ritrovata morta 24 ore dopo in un bosco nella frazione di Spedino. A quanto si apprende l'uomo, che al momento non sarebbe ancora indagato, è un ospite di una comunità di recupero di tossicodipendenti che si trova a pochi chilometri da Borgorose.

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Le indagini, dopo l'apertura del fascicolo che ipotizza l'omicidio e non più il suicidio, vanno avanti nel massimo riserbo ma la svolta arriva dopo le conclusioni dell'autopsia che fanno propendere gli inquirenti per una morte per strangolamento. Le tracce di acido muriatico ritrovate tra i contenuti gastrici non sono in quantità tale da causare un avvelenamento immediato.

Un altro punto fermo riguarderebbe il fatto che Mariangela è stata trovata con gli indumenti asciutti, nonostante la notte tra il 12 il 13 maggio piovesse nel bosco di Fonte San Paolo di Spedino.

Una circostanza che avvalorerebbe anche quanto hanno raccontato ai carabinieri alcuni testimoni, secondo i quali la mattina del 13 maggio, mentre erano in corso le ricerche e prima ancora che l'elicottero dei vigili del fuoco scorgesse il corpo della 33enne, il suo cadavere in quel punto del bosco non c'era.

Poi ci sono i segni e le ecchimosi sul collo e su altre parti del corpo, che hanno spinto la famiglia a chiedere con insistenza i nuovi accertamenti che gli investigatori dell'arma stanno compiendo in queste ore.

«Siamo animati dal dubbio, le indagini sono in corso, stiamo facendo tutto il necessario. Se eravamo certi del suicidio le avremmo già chiuse». È quanto ha dichiarato all'Ansa il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva. «Stiamo attendendo - ha aggiunto Saieva - la perizia del medico legale. L'autopsia ha comunque evidenziato alcuni elementi che meritano un approfondimento».