Caccia ai furbi dell’acqua In 22mila non la pagano

5 Gennaio 2018

Il Cam avvia l’azione di recupero, solleciti a residenti e imprenditori di 33 comuni La presidente Morgante: «Interruzioni del rifornimento agli irregolari»

AVEZZANO. Ci sono 22mila furbetti dell’acqua nei 33 comuni gestiti dal Cam. Il 25% degli 88mila utenti non paga le bollette. Un’enormità. Così la nuova dirigenza del Consorzio acquedottistico marsicano guidata dalla presidente Manuela Morgante si è data una precisa missione: recuperare circa 20 milioni di euro – somma salutare per il bilancio del Consorzio, in profondo rosso da anni – con mirate azioni volte a stanare i furbi.
L’elenco è lungo e comprende proprietari di abitazioni, imprenditori e gestori di attività commerciali. Alcuni non hanno mai pagato, altri sono in debito da anni. In questi giorni sono partite le lettere di sollecito dei pagamenti. La crisi economica, stando a un’analisi fatta dal Cam, ha inciso in modo importante anche sulle performance di incasso dell’azienda. Tanto che la morosità sulle bolletta è passata dal 9,63% del 2010 al 23,93% del 2016. Fino all’attuale 25%.
«Abbiamo creato un’apposita squadra, attingendo dall’organico a nostra disposizione, senza ovviamente creare problemi alla parte operativa e gestionale», precisa la presidente Morgante, «stiamo pianificando e organizzando il servizio prevedendo la riduzione del flusso idrico o addirittura la chiusura per obbligare le utenze a mettersi in regola. Ci sono anche somme importanti da recuperare, visto che abbiamo morosità stratificate negli anni, ma sarà data la possibilità di rateizzare gli importi».
Anche in sede di presentazione del piano industriale ai sindaci-soci, al primo punto figura la “strutturazione e consolidamento dell’attività dell’ufficio recupero crediti”. L’attività, già nei primi otto mesi del 2017, ha consentito il recupero di oltre due milioni di euro. Nella caccia ai furbetti, la presidente Morgante è affiancata da Armando Floris, membro del Consiglio di gestione, e Alessandro Pierleoni, presidente del Consiglio di sorveglianza.
«Abbiamo chiesto la massima collaborazione ai sindaci, perché è anche loro interesse recuperare queste importanti cifre», riprende la Morgante, «puntiamo inoltre a individuare sia le utenze sommerse che gli allacci abusivi attraverso controlli incrociati fra la nostra banca dati e quelle dei Comuni. È in corso di definizione anche un nuovo regolamento per prevedere delle sanzioni nei confronti degli irregolari. Attualmente si salda il debito e non si va incontro a multe di alcun tipo. Ragione che deve spingere gli utenti a mettersi in regola quanto prima».
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