Cam, bufera sulla nomina «È una cambiale politica»

L’ex sindaco Di Pangrazio e i consiglieri Pd contestano l’incarico alla Mazzocchi «Del caso si occupi la commissione vigilanza, pronti a presentare denunce»
AVEZZANO. Esplode la polemica sul compenso al Consorzio acquedottistico marsicano per l’ex assessore al Bilancio del Comune di Avezzano, Felicia Mazzocchi. Nomina finita nel mirino della minoranza, in particolare dell’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio, e dei consiglieri comunali del Pd, Roberto Verdecchia e Domenico Di Beradino. I tre sparano a zero contro quella «prebenda da 15mila euro l’anno» per continuare a svolgere il ruolo di revisore al consiglio di sorveglianza del Cam senza più status di amministratore pubblico dopo l’uscita dalla giunta De Angelis. L’ex sindaco e i due consiglieri annunciano battaglia in tutte le sedi, compreso la magistratura contabile e ordinaria, su quell’incarico approvato dai sindaci su proposta del collega di Avezzano, Gabriele De Angelis, e ritenuto a norma di legge dalla presidente del Cam, Manuela Morgante, che ha tirato in ballo l’articolo 30 comma 6 dello Statuto societario.
«Nulla questio sulla nomina ad personam effettuata a membro della sorveglianza del Cam dell’ex assessore Mazzocchi», attaccano Verdecchia e Di Berardino (Pd), «ma non si possono accettare le modalità che vedono l’ex assessore dimessosi per il bene della città a maggio 2018 per poi essere remunerato come membro del Consiglio di sorveglianza del Cam con un appannaggio di 15mila euro l’anno. Approfondiremo la questione nell’opportuna sede, senza tralasciare la presunta mancata osservanza della Legge Severino che, piaccia o no, dovrà essere rispettata e quindi applicata».
Ora, quindi, dei tre componenti del Cds, uno percepisce quindicimila euro l’anno (la Mazzocchi) e gli altri due nulla, il sindaco di Collarmele, Tonino Mostacci, e Alessandro Pierleoni, consigliere comunale di Avezzano nelle vesti di presidente. La novità dà lo spunto ai consiglieri Dem per ricordare il predecessore della Mazzocchi, l’ex vicesindaco Ferdinando Boccia che non percepiva compensi. «Nella passata amministrazione», sottolineano Verdecchia e Di Berardino, «il nostro delegato, con la stessa professionalità, non percepiva compensi per esercitare il medesimo ruolo. Si ripristini al più presto la legalità e la si smetta di pagare cambiali politiche scadute da tempo con aggravio di costi per i cittadini. A seguito degli opportuni approfondimenti, valuteremo se portare a conoscenza della magistratura contabile e quella ordinaria se rileveremo dei principi di illegalità. Solleciteremo il presidente del consiglio di sorveglianza del Comune di Avezzano, Francesco Eligi, affinché porti la questione, attraverso ideone convocazione, a conoscenza dell’intero consiglio comunale».
Per Di Pangrazio, il compenso per la Mazzocchi rappresenta il pagamento di «una cambiale elettorale per compensare una campagna elettorale scomposta giocando sulla sicurezza delle scuole Corradini, Fermi-Mazzini e sull’antenna di Paterno, manipolando i fatti e prendendo in giro i cittadini. L’ex vice sindaco Boccia ha esercitato il ruolo per tre anni senza compenso, mentre la stessa maggioranza ha denunciato che al Cam sono ripartiti incarichi e consulenze che in precedenza avevamo azzerato. Abbiamo già concordato come minoranza di fare una commissione di vigilanza per verificare la questione. Il consiglio di sorveglianza del Cam deve rappresentare i sindaci, quindi è del tutto inopportuno inserire chi non riveste più l’incarico di amministratore del Comune. Ci sono tanti amministratori della Marsica che avrebbero potuto svolgere gratuitamente il compito di revisore del Consorzio».
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