Cam, parola ai creditori Sì dei giudici al concordato

16 Febbraio 2019

Prosegue l’operazione salvezza del consorzio dell’acqua: debito a cento milioni Il sindaco De Angelis: «Risultati ottenuti senza condizionamenti politici»

AVEZZANO. Supera lo scoglio del tribunale la richiesta di concordato in continuità del Cam: a un anno dal primo passo, dopo una serie di mosse e richieste di chiarimenti e integrazioni, i giudici della sezione fallimentare ammettono la richiesta della società e affidano la palla al piccolo esercito di creditori, passaggio decisivo per l’operazione salvezza seguita passo passo dalla governance del consorzio. I giudici dell’ufficio fallimentare del tribunale, Andrea Dell’Orso, Giulia Sorrentino e Caterina Lauro hanno ritenuto l’operazione «fattibile» e ordinato la convocazione dei creditori in udienza il 5 giugno prossimo per verificare se accettano le proposte “al ribasso” oppure no.
Sarà quello il passaggio decisivo che decreterà il futuro della società idrica che negli anni di gestione allegra ha accumulato un debito di oltre 100 milioni di euro, in gran parte, più o meno l’80%, per l’energia elettrica; il resto con decine di piccoli operatori locali, Comuni compresi.
«Si tratta di un pronunciamento tutt’altro che scontato», afferma il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, «e di un primo passo di fondamentale importanza per cogliere uno degli obiettivi più rilevanti del nostro programma di governo: il risanamento del Cam, con la conseguente salvaguardia di 120 posti di lavoro. La nuova governance ha svolto un ottimo lavoro, a conferma che quando le questioni, anche le più spinose e complesse, vengono affrontate con professionalità, determinazione, trasparenza e, soprattutto, senza condizionamenti politici, si possono ottenere risultati eccellenti». Resta, ovviamente, quell’ultimo scoglio dei creditori da superare. L’iter è stato messo in cantiere all’inizio dello scorso anno, mentre il piano mirato a evitare il fallimento e riportare il Cam in acque tranquille è stato presentato al tribunale il 15 ottobre 2018.
Quattro mesi di confronto e richieste di integrazioni culminate con il via libera dei giudici al passaggio con i creditori, «poiché», sottolinea De Angelis, «è stato ritenuto esaustivo e convincente sotto il profilo sia della validità dei dati contabili sia della fattibilità del piano in continuità, che è così funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori».
In questo frangente il consiglio di gestione, Manuela Morgante (presidente), Armando Floris (consigliere), d’intesa con l’organo di sorveglianza formato da Alessandro Pierleoni (presidente), Antonio Mostacci e Felicia Mazzocchi, ha messo in atto una serie di azioni mirate a contenere i costi, anche del personale.
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