Cam, si muove il tribunale per il buco da 100 milioni

C’è il via libera alle procedure sul concordato: nominati tre commissari giudiziali Salvi gli stipendi per 120 dipendenti e i servizi idrici in tutta la Marsica
AVEZZANO. L’ufficio fallimentare del tribunale di Avezzano ha ammesso il Consorzio acquedottistico marsicano alle procedure per il concordato preventivo. E ha nominato tre commissari giudiziali con il compito di vigilare sulle procedure. Si tratta di Giacomo D’Attorre, Riccardo Tiscini e Valerio Dell’Olio. Uno spiraglio di luce per una società che ha debiti da capogiro e che da anni cammina pericolosamente sull’orlo del baratro. Spiraglio perché si potrà proseguire nella gestione ordinaria, assicurando il pagamento degli stipendi ai 120 dipendenti e la gestione del servizio idrico integrato.
Il Cam gestisce il servizio in 33 comuni della Marsica, per una popolazione pari a 130mila abitanti.
La decisione del tribunale, riunito in camera di consiglio con Eugenio Forgillo (presidente), Andrea Dell’Orso (giudice) e Caterina Di Lauro (giudice relatore), segue la specifica richiesta deliberata dai sindaci-soci.
Con il concordato preventivo si punta alla ristrutturazione dei debiti e al rilancio della società, discorso più volte ribadito dalla presidente del consiglio di gestione, Manuela Morgante. Entro il 16 luglio prossimo dovrà essere depositata la proposta per l’omologazione, corredata da tutta la documentazione, che consentirà ai creditori di avere parte delle somme dovute. Il Cam, assistito dagli avvocati Valerio Di Gravio e Saverio De Luca, ha un buco in bilancio che sfiora i 100 milioni di euro. “L’operazione verità” promossa di recente dal sindaco Gabriele De Angelis ha portato ad accertare “componenti negative di reddito” per altri 13 milioni: debiti verso Enel e altre poste energetiche (quasi 4 milioni), fatture da emettere non contabilizzate o non correttamente contabilizzate (circa 2 milioni), spese legali non contabilizzate (circa 1 milione), sanzioni ambientali non correttamente valutate in bilancio (1,2 milioni), oneri per il personale non contabilizzati (circa 700mila euro) e varie altre poste negative per omessi controlli per circa 3 milioni.
Sulla vicenda, dopo le immancabili polemiche, è stata aperta un’inchiesta dalla Procura con l’ipotesi di reato di falso in bilancio. Da una relazione compiuta da Felicia Mazzocchi, componente revisore del Consiglio di sorveglianza del Cam ed ex assessore comunale di Avezzano, è emerso che negli ultimi anni sono stati presentati bilanci “artatamente abbelliti”. Oltre a De Angelis, 17 sindaci hanno chiesto di accertare eventuali responsabilità: gli atti sono stati inviati sia alla Procura di Avezzano che alla Procura della Corte dei conti dell’Aquila.
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