Campionato chiuso col San Francesco con la solita goleada e il poker di Maisto

Un campionato concluso con la solita scorpacciata di gol. Un’altra esagerazione da parte della formazione di Roberto Cappellacci (nella foto). Un dato che ha caratterizzato la stagione dell’Aquila...
Un campionato concluso con la solita scorpacciata di gol. Un’altra esagerazione da parte della formazione di Roberto Cappellacci (nella foto). Un dato che ha caratterizzato la stagione dell’Aquila nel campionato di Prima categoria. Tante le goleade che il pubblico del Gran Sasso-Acconcia (e non solo) ha potuto ammirare. E il derby contro il San Francesco, giocato il primo maggio, che è valso il passaggio in Promozione, non ha fatto eccezione. Circa 600 (318 gli spettatori paganti) le persone che hanno potuto divertirsi con il 9-0 collezionato dall’Aquila contro i ragazzi del popoloso quartiere cittadino, che comunque da neopromossi hanno già ottenuto la salvezza a due giornate dal termine e, quindi, un grande risultato anche per la società del San Francesco. Si premia anche la prestazione del portiere e capitano della formazione allenata da Proia, Stefano Rispoli, che ha evitato che il passivo arrivasse alla doppia cifra. Gara aperta da Maisto (4’ pt) che sempre nel primo tempo segnerà altri due gol (33’ pt e 41’ pt), non prima della perfetta punizione calciata dallo specialista Catalli (6’ st). Il passivo, come da copione, nella ripresa si è fatto ancora più consistente, con la doppietta di Pizzola (6’st e 44’ st), il pallonetto di Catalli, il gol ritrovato da parte di Arciprete, che nell’ultimo periodo è stato fermo a causa di un problema al dito (45’ st). Sempre nella seconda frazione di gioco, Maisto delinea il suo personalissimo poker (36’ st) ed è sempre più capocannoniere della Prima categoria, con 35 gol. Finale emozionante: dopo il triplice fischio, i giocatori dell’Aquila, indossando le maglie celebrative, hanno festeggiato il trionfo riversandosi sotto la curva degli ultrà Red Blue eagles, a cantare con i loro tifosi. Un’immagine che il calcio aquilano non vedeva da tempo. Un sorriso per una città con ancora troppe ferite e alla quale i giocatori hanno dedicato la conquistata Promozione. (p.t.)

