Campotosto, il lago all’asciutto «Lo salveremo in 45 giorni»

16 Marzo 2017

Le rassicurazioni a Regione ed enti locali arrivate al termine di un incontro con Ministero ed Enel L’assessore Pepe: forniti dati utili e tranquillizzanti, ora si lavori per salvare le attività

CAMPOTOSTO. «L’impegno per un ritorno alla “normalità” è stato assunto. Il ministero dei Trasporti e l’Enel hanno fornito dati utili e rassicuranti per consentire all’invaso di Campotosto di poter approvvigionare acqua. Adesso tutti gli enti preposti lavorino per salvare la prossima stagione agricola di un territorio, in particolare quello teramano, composto da 4.500 aziende circa e circa 10.000 ettari di superficie coltivata».

È quanto ha dichiarato l’assessore regionale alle politiche agricole, Dino Pepe, al termine del tavolo operativo dove sono stati illustrati e acquisiti elementi tecnici e dati relativi ai controlli effettuati sulle strutture delle tre dighe presenti nel bacino di Campotosto, dopo le recenti sequenze sismiche. Ai lavori del tavolo, coordinati dal presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, hanno partecipato l’Enel in qualità di gestore dell’invaso, i responsabile della direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del ministero dei Trasporti, la Protezione civile nazionale, l’Ingv, le prefetture dell’Aquila e di Teramo, nonché il Consorzio di bonifica nord, i rappresentanti dei Comuni e le organizzazioni agricole. Un’iniziativa, quella di D’Alfonso, che era stata da più parti richiesta nei giorni scorsi per sollecitare il riempimento del lago di Campotosto che ora appare in più punti completamente svuotato. «Come è emerso dal tavolo», ha spiegato Pepe, «sono state concluse le verifiche tecniche sui dati raccolti dai controlli effettuati sulle strutture. Sia il Mit nella sua veste di controllore, sia Enel in qualità di gestore, hanno fornito risposte positive. Inoltre, abbiamo calendarizzato i tempi per l’approvazione, da parte della prefettura competente, del documento di Protezione civile (aprile 2017), a cui è allegato il piano di emergenza di evacuazione (maggio 2017), affinché anche i Comuni possano avere un ruolo diverso, non più passivo. Il verbale della riunione sarà inviato ai componenti del tavolo e dopo l’accettazione, il gestore, di concerto con le autorità competenti, potrà attivare le procedure per favorire il riempimento dell’invaso e arrivare, entro 45 giorni, a una quota idrica di 1.310 metri sul livello del mare (60 milioni di metri cubi di acqua in più rispetto ad oggi), quantità necessaria per salvare la stagione agricola a valle».

«Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di Ncd, Giorgio D’Ignazio. «Bene le garanzie fornite circa la sicurezza del lago di Campotosto. Ora però occorre un intervento deciso affinché venga presto avviata l’opera di rinvasamento delle acque per far fronte alle numerose esigenze del territorio: irrigazione dei campi, sostentamento degli animali, approvvigionamento idrico». Ma a Campotosto, il paese gravemente danneggiato dal terremoto, il timore della gente è che l’immagine del lago “svuotato” possa nuocere al turismo già in forte crisi.

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