Cantieri fermi al palo per il poco personale e i commissari lenti

15 Giugno 2021

In commissione di garanzia i dati sugli interventi bloccati Procedure in ritardo anche di 5 anni, ma efficaci le diffide

L’AQUILA. Si sente spesso dire che la ricostruzione privata va “ormai” a gonfie vele. Ma non sempre il vento va nella giusta direzione e il rischio che la “barca” rallenti è sempre dietro l’angolo. Ieri mattina in commissione comunale Garanzia, presieduta da Giustino Masciocco, sono emerse due criticità: la lentezza dei commissariamenti degli aggregati che, per mille motivi, non riescono ad andare avanti e l’insufficienza di personale negli uffici comunali e in particolare in quello che si occupa dei permessi a costruire che nel “racconto” delle procedure relative alla ricostruzione privata spesso vengono sottovalutati, mentre sono l’ultimo e decisivo tassello prima dell’apertura del cantiere.
COMMISSARIAMENTI. Il dirigente Roberto Evangelisti ha presentato in commissione una relazione sullo stato dei commissariamenti. È emerso quello che fra capoluogo e frazioni ci sono quasi 500 aggregati a rischio commissariamento, cioè fermi da tempo. In alcuni casi i ritardi nella presentazione della scheda parametrica 2 (che la legge prevede in 90 giorni dal via libera dell’ufficio speciale alla scheda parametrica 1, la scheda che fissa l’importo dei lavori) sono in qualche caso di 2.000 giorni, cioè oltre 5 anni. La scheda parametrica 2 è in poche parole il progetto esecutivo senza il quale, ovviamente, non si va da nessuna parte. Dall’elenco fornito dal Comune viene fuori che (sui 500 totali) all’Aquila città ci sono 58 aggregati che presentano criticità. Ma quelli che più impressionano sono i dati riferiti alle frazioni: a Paganica ce ne sono 57, ad Arischia 43, a Camarda 34, a Coppito 31, a Roio Poggio 29. Significa che in questi paesi la ricostruzione se non è ferma poco ci manca. Evangelisti alla domanda del presidente della commissione se si può trovare una strada legislativa per accelerare le procedure dei commissariamenti ha detto che no, non si possono trovare scorciatoie tanto che, finora, solo 21 aggregati fra città e frazioni sono stati commissariati. Il dirigente ha anche ammesso che l’iter è lungo e periglioso. Insomma, prima che un commissario giunga a “mettere mano” sull’aggregato ci vogliono mesi (senza tener conto dei ricorsi al Tar). Evangelisti ha invece riconosciuto l’efficacia delle diffide (57 finora)preliminari all’avvio del procedimento vero e proprio e che in diversi casi hanno avuto l’effetto di dare una svegliata a proprietari e tecnici. Per ora l’attenzione è puntata sui ritardi nella presentazione delle schede parametriche 2, ma ci sono anche aggregati che non sono stati mai costituiti. E qui è stata ribadita la scadenza del 30 settembre 2021 quando «chi è dentro è dentro e chi è fuori e fuori» e il rischio è che pezzi di città e frazioni possano restare in macerie per decenni.
PERMESSI A COSTRUIRE. Anche sui permessi a costruire si lamentano ritardi. Da una parte ci sono questioni tecniche relative alla complessità, soprattutto nelle frazioni, di stabilire persino le proprietà, a cui si aggiungono abusi (veri o presunti) che vanno in qualche modo verificati e ci vuole tempo. Dall’altra l’ufficio apposito (che si deve occupare anche del sisma bonus, ad esempio) ha scarsità di personale. Evangelisti ha detto che servirebbero almeno altre quattro unità che il «Comune sta cercando di reperire». A parte un paio di interlocuzioni dei commissari Paolo Romano e Ferdinando Colantoni e brevi interventi dell’assessore Vito Colonna, la seduta è filata via in meno di un’ora come se le questioni poste fossero quisquilie. Il presidente Masciocco, dopo aver posto alcune domande al dirigente, ha chiuso la discussione prendendo atto che nessuno aveva chiesto di intervenire. La lentezza delle pratiche condiziona negativamente anche il flusso dei fondi da parte dello Stato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA