Capitale cultura 2026, via alla sfida Ecco perché L’Aquila può farcela

9 Luglio 2023

Ricostruzione simbolo di ripartenza, centri d’eccellenza e iniziative per la resilienza post-catastrofe Ma ci sono criticità da superare: collegamenti con Roma e Pescara, carenza di parcheggi in centro 

L’AQUILA. L’Aquila punta a diventare Capitale italiana della cultura 2026, dopo che nel 2002 il titolo le era sfuggito per un soffio, a favore di Procida. Vediamo quali sono le “armi” a disposizione del capoluogo abruzzese, che appaiono decisamente più affilate rispetto a un paio di anni fa. Nel 2020, la candidatura dell’Aquila per il 2022 si giocava sull’immagine di un Kintsugi, un segno, una crepa ricostruita in oro, prendendo spunto dall’antica pratica giapponese della riparazione degli oggetti, che significa appunto “riparare con l’oro”. Nel 2026 L’Aquila potrebbe arrivare a presentare la candidatura dimostrando che quella crepa riempita d'oro è stata completamente rimarginata. Un auspicio che appare più vicino per la ricostruzione privata, più lontano per quella pubblica. Ma proprio la fine della ricostruzione privata potrebbe essere lo spunto per un riconoscimento a livello nazionale del lavoro fatto dalla città, dagli aquilani e dal comprensorio, capaci di ripartire dopo i drammatici eventi dell’aprile 2009 e di fine estate 2016. Il dossier del 2020 si basava su 4 punti nodali, ripopolare la città e riannodarne il tessuto sociale, diventare centro di competenze a livello europeo sulla resilienza post catastrofe e, infine, far diventare L’Aquila una base culturale per promuovere un nuovo modello di sviluppo utilizzabile anche in altre realtà simili. Per quanto riguarda il primo punto, la pandemia e soprattutto la guerra, con la crisi delle materie prime, hanno notevolmente rallentato la ricostruzione, che solo negli ultime settimane ha ripreso a marciare a pieno regime. E se nel 2019 la ricostruzione privata all’Aquila era al 75% del totale, oggi, tra il ricostruito e i palazzi in corso di riparazione, si è arrivati all’85% del totale. Come centro di competenze, L’Aquila non sembra aver fatto passi indietro. L’Università dell’Aquila e il Gssi sono centri a livello mondiale e, per quanto riguarda la resilienza post-catastrofe, all’Aquila arriveranno la Scuola nazionale dei vigili del fuoco e il Centro nazionale del servizio civile. Dal punto di vista culturale, L’Aquila è un territorio frizzante che vanta la presenza di importanti enti consolidati, dal teatro alla musica, scuole di cinema e di recitazione. Ma non mancano i punti di debolezza su cui si dovrà lavorare seriamente. La cronica carenza di parcheggi rappresenta una sorta di palla al piede per l’effettivo rientro degli abitanti in centro. Così come continua a mostrare delle carenze il sistema di trasporto pubblico. Come carenti e basati solo sulla gomma continuano ad essere i collegamenti con le altre città, Roma e Pescara in particolare. Proprio la mancanza di un collegamento su ferro verso queste realtà rischia di trasformarsi in un problema non da poco, considerando che la nuova velocità ferroviaria sta cambiando radicalmente le abitudini degli italiani.
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