Capitale della cultura 2022 L’Aquila tra storia e futuro 

Ecco perché la giuria deve puntare sul capoluogo. Biondi: «Qui siamo pronti»

IL DOSSIER
Conta di strappare il titolo, la città della Perdonanza e di Collemaggio, delle 99 Cannelle, del Gran Sasso. Con quella tempra tenace che taluni declinano nell’abusata “resilienza”, più facilmente identificabile con il cuore. Ci hanno buttato il cuore, gli aquilani. Si legge a chiari toni nel dossier curato dal professor Pierluigi Sacco, docente di Economia della cultura all’Università Iulm di Milano dove il racconto di una storia, più o meno semplice, si intreccia con la prospettiva di un modello di «ricostruzione plausibile e possibile per l’azione». «Nel progetto di candidatura dell’Aquila la cultura è proprio il materiale connettivo capace di cicatrizzare, raccontare, evidenziare, restituire senso e dignità al vissuto traumatico, che non viene rimosso ma al contrario diventa il fondamento di una nuova vita dell’ambiente costruito e, metaforicamente, della comunità, con una sua potente valenza estetica che suscita emozione, passione, desiderio di condivisione, visionarietà innovativa», è scritto nel dossier. La conoscenza come consapevolezza. Ma anche cultura come dimensione e paradigma per re-immaginare il territorio. «L’Aquila può diventare una knowledge city del nuovo millennio che», recita il dossier, «senza imitare meccanicamente modelli stranieri di successo ma perseguendo invece una propria via allo sviluppo centrata sul rapporto tra conoscenza ed eccellenza scientifica e culturale, qualità ambientale e resilienza sociale».
POSTA IN PALIO
La città vincitrice, che manterrà il titolo per un anno, riceverà 1 milione di euro. Ma nella sfida con Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) e Volterra (Pisa), L’Aquila si gioca molto di più: l’opportunità di dimostrare come la cultura racconti la storia di un territorio, la sua potenza emotiva ed etica. L’Aquila, per rendere possibile il suo Rinascimento, si è calata in un’alterità feconda, in un’avventura culturale dalle mille sfaccettature, dove il sapere è fabbricatore di crescita, la tecnologia e gli sconfinati spazi delle reti informatiche sono generatori di modernità e la memoria è uno strumento di fiducia nel domani.
«SIAMO PRONTI»
«L’Aquila è pronta, è nei fatti capitale della cultura», le parole del sindaco Pierluigi Biondi, «per la sua storia, per l’innegabile capacità di recuperare se stessa e oltre attraverso un percorso di ricostruzione fisica e sociale, dove l’elemento cultura è stato determinante per coesione e benessere. In questi mesi, sospesi a causa della pandemia, non abbiamo mollato. Abbiamo affrontato il quotidiano e continuato a dare respiro alla nostra vocazione perché crediamo che il dopo non possa essere trascurato, è il luogo in cui ci ritroveremo alla fine della crisi e non può essere lasciato in attesa di tempi migliori, ma progettato con cura e dovizia. Per il nostro territorio, perché è la candidatura di un territorio», aggiunge Biondi, «questo percorso è un’occasione, scalabile sulle aree interne italiane, esempio italiano, esempio per ogni individuo che delle sue ferite ha fatto elemento di unicità esperienziale. L’Aquila è pronta per mostrarsi come irripetibile esempio che nasce dalla Carta dell’Aquila e dai pilastri del rilancio delle città medie: innovazione, formazione, turismo e cultura».
Il VIDEO
Sponsor di caratura internazionale, personaggi che animano la vita sociale, economica e culturale del territorio. E, adesso, anche un video, realizzato dal Comune, che racconta «attraverso volti e voci il percorso verso la ricostruzione e la candidatura, esprimendo compiutamente le ragioni dell’affidabilità storica, culturale, scientifica e in termini di sicurezza». Il valore storico e culturale dell’Aquila emerge in ogni suo passaggio, in particolare nella parte conclusiva dove la basilica di Santa Maria di Collemaggio, luogo da dove, alla fine di agosto del 1294, Papa Celestino V ha emanato la Bolla della Perdonanza, primo Giubileo della storia e oggi patrimonio immateriale culturale dell’umanità Unesco.
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