Carapelle Calvisio, sette liste nel paese-Lilliput di 85 abitanti

Arrivano dalla Puglia, dalla Campania e dalla Sardegna. Sono tutti appartenenti alle forze di polizia che, non potendo prestare servizio durante la campagna elettorale, hanno diritto a 30 giorni di aspettativa retribuita. Molti di loro però non si sono mai visti in paese
CARAPELLE CALVISIO. Arrivano da Barletta, Catania, Gonnosfanadiga (che dalla provincia di Cagliari, nel 2006, è transitata in quella del Medio Campidano), Napoli, oppure dalle più vicine Sulmona, Giulianova, Popoli, Teramo. Ad accomunarli la voglia matta di fare il sindaco o il consigliere a Carapelle Calvisio, che con Montelapiano si contende il primato di Comune più piccolo d’Abruzzo. Sarà l’aria buona, sarà l’olio extravergine di oliva particolarmente pregiato che vi si produce a dispetto dell’altitudine (877 metri sul livello del mare), sarà la cordialità dei suoi 85 residenti (di cui, addirittura, 67 votanti iscritti nella lista elettorale dell’unica sezione), sta di fatto che Carapelle rappresenta il sogno segreto di ogni aspirante amministratore.
Non si spiega diversamente la presentazione di ben sette liste (62 candidati in tutto, tra aspiranti consiglieri e sindaci), quattro delle quali recanti le candidature di ottime persone, tutte appartenenti a forze di polizia, che però nulla hanno a che vedere con il territorio. Ci sarebbe, in realtà, un’altra ragione, ben più lontana dalla tensione ideale che muove il perseguimento dell’interesse pubblico. La spiega Domenico Di Cesare, sindaco del piccolo borgo che sorge su una delle propaggini del Gran Sasso. «Gli appartenenti alle forze di polizia», dice, «hanno diritto a 30 giorni di aspettativa retribuita perché la legge vieta loro di prestare servizio durante la campagna elettorale. Nulla da ridire, se le candidature fossero state presentate nei rispettivi Comuni di nascita o di residenza, perché è un diritto di tutti candidarsi e voler dare un contributo per il proprio territorio. Molti di loro, però, qui non ci sono mai stati, e forse ignoravano addirittura l’esistenza di Carapelle. Tra i candidati a sindaco c’è anche una signora di 72 anni che è stata qui per la prima volta solo per autenticare la firma».
Di Cesare riconduce questa situazione al vuoto legislativo in materia. «Scriverò al prefetto, al ministro Alfano, a tutti i comandi delle forze dell’ordine perché si ponga fine a questa storia. L’unico modo per venirne fuori potrebbe essere, in attesa di altre soluzioni, quello di ristabilire la sottoscrizione delle liste anche nei piccoli Comuni». Gli elettori sceglieranno, oltre al sindaco, anche dieci consiglieri (di cui sette di maggioranza).
Angela Baglioni
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