Caro pedaggi, la lettera a Salvini I sindaci: «Salasso insostenibile»

Riparte la mobilitazione dei primi cittadini abruzzesi e laziali di nuovo in campo su tariffe e sicurezza Chiesto un incontro urgente con il neo-ministro e provvedimenti volti a ridurre i costi ormai lievitati
CARSOLI. I 115 sindaci abruzzesi e laziali tornano alla carica e chiedono al ministro Matteo Salvini un incontro urgente per bloccare le tariffe e garantire ai pendolari la sicurezza di A24 e A25. Con una lettera indirizzata direttamente al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, il comitato dei sindaci contro il caro pedaggio delle arterie autostradali è tornato di fatto al lavoro. Dopo il cambio di governo i 115 amministratori, guidati da Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli, hanno deciso di riprendere la loro lotta e chiedere immediatamente un confronto con il neo-ministro Salvini. L'obiettivo è sempre lo stesso: fare presto e ottenere rassicurazioni sul blocco delle tariffe dopo il 31 dicembre 2022 e il tavolo sulla sicurezza di A24 e A25.
«Dal 3 gennaio 2018 ci troviamo impegnati nella battaglia contro il “caro pedaggi” e per la sicurezza dell’autostrada A24 e A25», hanno precisato i sindaci nella loro lettera a Salvini, «come ogni anno, ovvero da quando la gestione delle autostrade italiane era passata nelle mani di privati, il primo gennaio 2018 i pedaggi autostradali avevano subìto un rincaro che sfiorava il 13%, facendo salire la “Strada dei Parchi” sul podio delle autostrade più care d’Italia. Si trattava di un salasso oramai insostenibile per le tasche dei cittadini e incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo delle zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale già duramente colpita dai tragici eventi sismici. Un territorio da sempre in lotta contro lo spopolamento dei centri abitati, l’impoverimento dei redditi delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese».
I sindaci e gli amministratori di Abruzzo e Lazio hanno così deciso di costituire un comitato che negli anni ha portato avanti la battaglia contro il caro pedaggi nell’interesse dei territori e dei cittadini-pendolari.
«Gli amministratori hanno voluto manifestare anche tutto il disagio e l’amarezza conseguenti all’abbandono e allo scarso interesse dimostrato dalle istituzioni centrali nei confronti di questa problematica», hanno continuato i 115 rappresentanti di altrettanti comuni dell’Abruzzo e del Lazio, «da quel lontano 3 gennaio 2018 ne è passato di tempo, la nostra battaglia ha portato di fatto al blocco delle tariffe al 31 dicembre 2017, ma la problematica non è stata ancora risolta definitivamente e la sicurezza delle nostre autostrade non è pienamente garantita. A ciò si aggiunga che il recente ritorno ad Anas della gestione dell’A24 e A25 ha determinato, di fatto, il venir meno di quella convenzione che è sempre stata additata come la causa degli ingiustificati ed esorbitanti aumenti tariffari. Circostanza quest’ultima che ci spinge, ancora con maggiore forza a chiedere la dovuta e giusta diminuzione delle tariffe».
Gli amministratori, capitanati dal sindaco Nazzarro, hanno quindi chiesto al ministro Salvini un incontro a stretto giro di posta e «dei provvedimenti atti a ridurre i costi dei pedaggi autostradali di A24 e A25 con totale esenzione a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo pendolari per motivi di lavoro, studio e salute. Chiediamo, inoltre, l’immediata creazione di un tavolo istituzionale per individuare provvedimenti e iniziative volti a garantire la sicurezza nei suddetti tratti autostradali e aprire un confronto sull’intera questione della mobilità generale nelle due regioni. Chiediamo, inoltre, al ministro Salvini un incontro urgente con la nostra delegazione».
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