Casa famiglia, un ultimo atto Chiusura per trenta disabili
TAGLIACOZZO. Erano arrivati da tutta la Marsica: sindaci, consiglieri regionali e provinciali del territorio, oltre a tutti i componenti dell’adunanza dei sindaci della Marsica presieduta da Gianni...
TAGLIACOZZO. Erano arrivati da tutta la Marsica: sindaci, consiglieri regionali e provinciali del territorio, oltre a tutti i componenti dell’adunanza dei sindaci della Marsica presieduta da Gianni Di Pangrazio, primo cittadino di Avezzano.
Alla fine era stato stilato un protocollo destinato alla Regione per chiedere nuovi fondi necessari a salvare la casa famiglia per disabili, “Dopo di noi”.
I genitori, gli operatori e i cittadini, all’interno della sala gremita della struttura, erano stati rassicurati e pensavano fosse fatta. Ci avevano creduto soprattutto i ragazzi, convinti oramai che il loro punto di riferimento, la casa famiglia di Tagliacozzo, fosse salva.
Invece domani chiuderà. E trenta ospiti resteranno senza un’assistenza piena.
L’intervento a sostegno della struttura era stato garantito dai consiglieri regionali Gianluca Ranieri ed Emilio Iampieri e sul posto era arrivato anche il consigliere Maurizio Di Nicola. C’erano poi il consigliere provinciale Americo Montanaro, il commissario della comunità montana Gianluca De Angelis, gli altri sindaci e rappresentanti dei comuni di Avezzano, Tagliacozzo, Castellafiume, Cappadocia, Luco, Sante Marie, Lecce nei Marsi, Capistrello, Civitella Roveto, Trasacco, Scurcola Marsicana.
Anche il coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra, Massimo Verrecchia, aveva parlato di una risoluzione per la “Rete abruzzese del dopo di noi e l’autonomia residenziale grazie all’approvazione definitiva al Senato, con successiva entrata in vigore entro Pasqua”.
Purtroppo ha avuto la meglio la mancanza di fondi da parte della Regione.
I ragazzi dovranno tornare ognuno nella propria abitazione, e potranno andare al centro soltanto per alcune ore durante il giorno (non più per l’intera giornata).
Purtroppo, secondo gli operatori, i ragazzi erano molto legati a questo centro e una ipotetica separazione sarà sicuramente molto traumatica.
La struttura è stata realizzata con una delibera regionale del 2002 e grazie a una legge del 2000 erano stati stanziati circa cinque milioni e mezzo di euro per costruire sei case-famiglia in tutta la Regione, tra cui quella marsicana. Aveva aperto meno di un anno fa e ora chiuderà. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

