Catalano: assalito in casa di notte sono riuscito a salvare mia moglie

Così l’esperto di difesa personale ha messo in fuga (ferendoli) i due autori della spedizione punitiva «Hanno sfondato la porta, ho preso il machete e chiamato il 113. Il mio pitbull Cesare ha fatto il resto»
AVEZZANO. «Grazie alla mia preparazione nella difesa personale, e all’intesa con il mio fedele pitbull Cesare, sono riuscito a salvare mia moglie». Così Paolo Catalano, il 47enne professionista nel settore della sicurezza, è riuscito a fronteggiare i due aggressori dominicani che sabato notte hanno fatto irruzione, armati, nella sua casa ad Avezzano. Una resa dei conti, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia, che ha individuato e denunciato i due aggressori, dopo una lite tra donne, una delle quali moglie di Catalano. La spedizione punitiva è però fallita. I due aggressori non sapevano chi avevano di fronte.
«Sono istruttore nei combattimenti corpo a corpo e di difesa personale», spiega Catalano, «e ho creato un modulo difensivo che prepara il cane nella difesa da attacco e l’uomo nell’utilizzo anche di armi corte, tipo machete. Si chiama Close combact defense ed è stato studiato dalla mia agenzia Delta dog security. Si tratta di pratiche nate in ambito militare, che ho declinato in chiave civile. Pratiche studiate per essere applicate sia per la difesa in casa che in auto».
Ma che cosa è accaduto sabato notte? «Mi ero messo a letto, prima di mia moglie, e avevo preso sonno», racconta Catalano, «lei stava guardando la tv. Cesare, il mio American pitbull che vive in casa, ha iniziato ad abbaiare ed è andato verso la porta. Mia moglie si è avvicinata e ha sentito armeggiare dietro l’ingresso. Così si è alzata ed è andata verso la porta gridando: chi è? Mi sono alzato e sono andato a vedere. Dalla finestra del bagno lei ha visto delle persone in giardino e così ho chiamato il 113 e mi sono vestito subito. Mia moglie ha sentito dei dialoghi in spagnolo e i due stranieri chiedevano di parlare con me. Lei ha preso tempo e in attesa delle forze dell’ordine ho preso il machete e mi sono messo davanti alla porta, mentre ho fatto andare mia moglie in bagno, al sicuro. Come una furia», prosegue Catalano, «uno di loro ha sfondato il portone, era armato. Mentre tentava di affondare un fendente, l’ho colpito più volte, ferendolo. Lui mi è caduto addosso e a quel punto è intervenuto il complice che ha iniziato a colpirmi da dietro con un bastone, prima di provare a ferirmi con un coltello da macellaio, facendomi un taglio superficiale. È stato però afferrato dal mio Cesare che, dopo averlo azzannato al polpaccio, lo trascinava verso l’esterno. La lotta è durata qualche minuto, poi l’uomo ferito ha desistito. Ed è fuggito lasciando il complice a lottare da solo. Fino a quando anche quest’ultimo è scappato».
I due sono stati trovati dalla polizia poco dopo, mentre vagavano per le strade di Avezzano, e denunciati a piede libero. Si sta valutando la posizione di una terza persona, una donna.

