Centrosinistra, primarie più lontane Pezzopane e Di Benedetto in campo

La mossa del sindaco Biondi che si ripropone agli elettori mette fretta agli avversari per la scelta Palumbo (Pd) non rinuncia all’idea di candidarsi. Il nodo-Pietrucci e i nomi di Masciocco e Perilli
L’AQUILA . Le primarie si allontanano, così come l’opzione del “liberi tutti” al primo turno. La ricandidatura per il centrodestra del sindaco uscente Pierluigi Biondi, prevedibile ma non scontata per l’ampio anticipo con cui è stata ufficializzata, scombina le carte sull’altro lato della barricata politica. Il centrosinistra, che punta a riconquistare la guida del Comune nelle elezioni della prossima primavera, al termine dei cinque anni di opposizione, deve rincorrere mettendo in cantiere una strategia unitaria che faccia sintesi tra le diverse esperienze.
I NOMI PIù GETTONATI
Non c’è ancora nulla di definito, di scritto nero su bianco, ma la mossa del centrodestra riduce tempi e spazi di manovra, se non si vuole lasciare troppo vantaggio al sindaco già a caccia del secondo mandato. Tra gli aspiranti alla fascia tricolore nel campo del centrosinistra finora sono entrati in gioco, anche se non ufficialmente, quattro o cinque nomi pesanti. L’ala civico-centrista ha rimesso in circolo quello di Americo Di Benedetto, consigliere comunale e regionale alla guida del Passo possibile che nella tornata del 2017 vide sfuggirgli la vittoria al ballottaggio dopo averla mancata per un pugno di voti al primo turno. Al suo fianco potrebbe schierarsi Pierpaolo Pietrucci, anche lui eletto in Regione ed ex candidato alle primarie Dem per la candidatura a sindaco, nel caso in cui dovesse formalizzare l’uscita dal Pd dopo lo strappo conclamato dallo scontro sul mancato versamento delle quote al partito e dalle divergenze con la dirigenza sulla designazione del nuovo presidente dell’assemblea dei sindaci del cratere sismico. I Democratici reciteranno comunque un ruolo-chiave nell’individuazione dell’aspirante primo cittadino. Per questo avrebbero due nomi pesanti da spendere: quello della parlamentare Stefania Pezzopane, che nei mesi scorsi ha ingaggiato proprio con Biondi vari duelli su temi amministrativi, e quello di Stefano Palumbo, capogruppo consiliare con alle spalle una breve esperienza nell’ultima giunta di centrosinistra. Si è mossa anche l’altra ala della coalizione. Articolo 1 potrebbe avanzare la candidatura di Giustino Masciocco, presidente della commissione di controllo del Comune, mentre Sinistra Italiana porterebbe in corsa Enrico Perilli, componente della segreteria regionale del partito. In questi ultimi due casi, però, si tratterebbe di candidature di bandiera, da attivare solo nel caso in cui non si trovasse la piena intesa di coalizione.
LA STRATEGIA UNITARIA
Anche gli altri nomi comunque hanno la loro forza e al tempo stesso il loro limite nella marcata caratterizzazione di storia e appartenenza politiche. Tutti o almeno alcuni di loro sarebbero stati decisivi in un test elettorale al primo turno, nell’ipotesi di un centrodestra alle prese con maggiori indecisioni o con una frammentazione che, per come si erano messe le cose fino allo scorso inverno nella maggioranza consiliare, non risultava impossibile da pronosticare. L’accelerazione sul Biondi-bis, però, impone un cambio di passo. Così, anche la prospettiva delle primarie, sul modello della strategia adottata nel 2017 che ha funzionato a metà, registra un raffreddamento. La validità dell’esercizio democratico di consultazione preventiva della base non è in discussione, ma ci sarebbero difficoltà organizzative che lo renderebbero complicato nei margini di tempo prima dell’appuntamento con le urne. L’alternativa praticabile, dunque, resta quella di coagulare lo schieramento attorno a una candidatura unitaria, ma in questo caso potrebbe entrare in campo un nome al di sopra delle parti.
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