Cesolino, sette anni d’abbandono Così è ridotto il centro sportivo

Era un punto di riferimento per attività di vario genere, mai iniziato l’annunciato progetto di recupero Resta l’allarme amianto. E tutto il quartiere non ha più un’area di accoglienza in caso di calamità
AVEZZANO. L’ultimo giorno che vide in attività il centro sportivo Cesolino risale al 31 agosto del 2016. Sono passati quasi sette anni e le speranze che venisse ristrutturato per tornare alla disponibilità degli avezzanesi sono ormai miseramente naufragate. Un complesso che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per attività sportive e sociali. «Non scomparirà» disse al Centro don Antonio Chiarilli, che all’epoca ricopriva il ruolo di direttore «perché Cesolino rappresenta molto più di un posto dove poter praticare sport». Vero. Cesolino, all’epoca di proprietà dell’istituto don Orione, aveva una precisa funzione sociale e ha sempre funzionato da punto di ritrovo anche per molti anziani, grazie ai suoi viali per il gioco delle bocce e al bar interno. E non solo. Negli anni ha ospitato varie attività sportive, dal calcio al calcetto, fino al basket.
Ma allora perché quel cancello in ferro che dà su via Roma è stato chiuso?
Il motivo, dissero dal Don Orione, era il calo delle vocazioni. Pochi sacerdoti per mandare avanti la struttura. Nacque allora l’idea di darlo in gestione a qualche privato, con la figura dell’imprenditore locale Domenico Del Fosco che insieme ai figli decise di acquistarlo.
Venne avviata una fase progettuale affidata all’ingegner Antonio Spera, con costi che si aggiravano intorno ai tre milioni di euro e con la precisa finalità di dotare il Centro di Cesolino di quanto di più moderno e funzionale offrisse il mercato del momento.
Ma a oggi, a distanza di oltre sei anni, quel cancello resta ancora chiuso. Nel frattempo è esplosa anche un’emergenza eternit, visto che il tetto della principale struttura è composto dal materiale in fibre d’amianto (notoriamente cancerogeno). Fatto denunciato dai residenti del quartiere. Anche in questo caso senza risposte.
E non è tutto. Anni fa il Comune aveva individuato proprio a Cesolino l’eventuale punto di raccolta della popolazione del quartiere in caso di evento sismico o altra calamità. Il Comune ne è a conoscenza.
“Chiuso per ferie”, avevano scritto sul cartello affisso sul cancello d’ingresso nell’agosto 2016, ma quelle ferie non sono mai terminate, e i ricordi tornano indietro nel tempo, quando sul campo di calcio giocò per un periodo anche l’Avezzano, e quando in palestra si disputavano le partite dei campionati di un calcetto che stava prendendo piede con sempre maggior vigore. Ma Cesolino è stato anche pallavolo e basket, con quest’ultima disciplina che aveva lì l’unico punto di riferimento dell’intera Marsica, per non parlare delle numerose riunioni di pugilato che a cadenze più o meno regolari consentivano di praticare la nobile arte anche nei mesi invernali. Realizzato sul finire degli anni Sessanta, oggi è diventato una distesa di erbacce che crescono incontrollate durante tutto l’anno, e al solo immaginare che il progetto di ristrutturazione prevedeva il campo di calcio a 11 in sintetico, così come quello di calciotto, con una nuova palestra e i campi di pallavolo e basket, il magone sale e riporta a una realtà di una tristezza infinita.
I residenti del quartiere, ma anche tanti sportivi, lanciano un appello al Comune. Chiedendone un intervento. Arriverà una risposta, almeno in questo caso?
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