Chiusura dei locali alle 20 La protesta va in Regione

13 Settembre 2020

Gestori e titolari delle attività minacciano di manifestare nella sede istituzionale Prenotazioni negli alberghi in caduta libera a causa del danno d’immagine

SULMONA. Baristi, gestori di gelaterie e pizzerie al taglio sono pronti ad andare in Regione la prossima settimana per cercare di dissuadere il presidente Marco Marsilio dall’idea di un’eventuale proroga dell’ordinanza sulle misure restrittive e per chiedergli conto sui risarcimenti circa le conseguenti perdite. La gran parte delle attività commerciali colpite dal provvedimento di chiusura anticipata alle 20, infatti, guadagna e paga spese e stipendi proprio grazie al lavoro che viene fatto da quell’ora in poi. Proprio per questo alcuni di loro si sono inventati la protesta dell’apertura a mezzanotte e un minuto, un escamotage difficilmente impugnabile anche dal punto di vista legale e dei controlli, tant’è che finora non sono arrivate multe o sanzioni. Nel frattempo, la rabbia dei gestori non si placa, anzi aumenta in proporzione al calo degli scontrini battuti.
«Siamo amministrati da gente straniera, non perché proveniente dall’estero, ma straniera al buonsenso: non è così che si governa, ma lo si fa dando soluzioni», interviene l’imprenditore Alfredo Pagliari, titolare di Morsi di gusto e Rimorsi di gusto (paninoteche e pizzerie gourmet). «Chiudere alle 20 le attività che vivono proprio in quell’orario significa dare un colpo mortale a quelle ancora aperte. Le persone oneste che hanno chiuso alle 20 sono state beffate due volte da chi ha avuto un permesso per la somministrazione all’esterno con sedie e tavoli, senza averne i requisiti». Proprio per trovare una soluzione il consigliere regionale e sindaco di Prezza Marianna Scoccia ha ottenuto la convocazione per martedì della V commissione regionale per discutere dell’emergenza sanitaria e una riunione dei capigruppo aperta a una delegazione di associazioni dei commercianti. «La complessa emergenza Covid in Valle Peligna necessita di scelte tempestive, ma soprattutto ponderate», interviene Scoccia. «Il provvedimento in questione, però, ha solo creato confusione e disparità soprattutto tra commercianti di comuni distanti pochissimi chilometri, se non decine di metri. Ed è così che nella frazione di Bagnaturo, divisa tra Sulmona e Pratola, si può gustare un aperitivo dopo le 20 attraversando la strada. Paradossi di un’ordinanza scritta da persone che non conoscono il territorio. Dalla Regione ci saremmo aspettati altro, ad esempio interventi per potenziare l’ospedale e una macchina per l’analisi dei tamponi». Critiche arrivano anche dalla senatrice Gabriella Di Girolamo. «Lascia senza parole la superficialità con la quale il presidente Marsilio ha ordinato la chiusura di non meglio specificate attività commerciali nei comuni colpiti da casi di Covid», riflette. Intanto, si fa sentire l’effetto del danno d’immagine con le tante prenotazioni cancellate negli hotel.
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