Coinvolto in una lite, ritiro del porto d’armi ingiustificato

4 Maggio 2022

L’AQUILA. Il fatto che una persona sia stata coinvolta in una lite non giustifica che le venga ritirato il porto d’armi. Lo si legge in una sentenza del Tar che ha dato ragione a un cittadino. «Il...

L’AQUILA. Il fatto che una persona sia stata coinvolta in una lite non giustifica che le venga ritirato il porto d’armi. Lo si legge in una sentenza del Tar che ha dato ragione a un cittadino. «Il ricorrente è titolare di autorizzazione alla detenzione e all’uso sportivo di armi», scrive il Tar nella sentenza, «con il ricorso viene impugnato il divieto di detenzione di armi e munizioni adottato dall’Ufficio territoriale del governo dell’Aquila sul presupposto venir meno dei requisiti di affidabilità. Il giudizio di affidabilità, che costituisce presupposto necessario per il rilascio del porto d’armi, presuppone che il richiedente sia soggetto in grado di fare un uso delle armi conforme al titolo di detenzione, escluso dunque il pericolo che le impieghi in modo improprio o per offendere, restando riservata al monopolio statale la difesa dell’ordine e della sicurezza pubblica. Nel caso in decisione non emergono circostanze che inducano a ritenere il ricorrente persona incline ad abusare delle armi, anzi, al contrario, l’aver questi richiesto l’intervento della forza pubblica durante una lite dimostra che egli non ritiene di farsi giustizia da sé. Merita infatti credito la testimonianza – conforme a quanto riportato nel rapporto di polizia – di una terza persona che ha assistito alla lite e che ha riferito di aver udito l’altro coinvolto nell’accesa discussione ingiuriare e minacciare di morte il ricorrente il quale non avrebbe opposto alcuna reazione agli insulti e alle minacce. Sono dunque fondate le censure di difetto di motivazione e d’istruttoria considerato che, al contrario, risulta che il ricorrente ha dato prova di autocontrollo. Il ricorso quindi va accolto». (g.p.)
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