Collemaggio e il Perdono di Celestino V tra vestigia d’Angiò e ventennio fascista

19 Dicembre 2019

L’AQUILA. Il primo percorso si snoda intorno alla basilica di Collemaggio, nella parte meridionale della città, appena fuori dalla cinta muraria. Simbolo della Perdonanza celestiniana, con la Porta...

L’AQUILA. Il primo percorso si snoda intorno alla basilica di Collemaggio, nella parte meridionale della città, appena fuori dalla cinta muraria. Simbolo della Perdonanza celestiniana, con la Porta Santa. È da qui che il turista può partire, immergendosi nei colori e nei profumi dell’Orto botanico. Dal verdissimo prato di Collemaggio, meta di passeggio, svago e sport, si accede all’unico ingresso del Parco del Sole, realizzato sul declivio verso la Valle dell’Aterno e arricchito dall’Amphisculture dell’artista statunitense Beverly Pepper: un anfiteatro da 1800 posti, in pietra bianca e rosa, che si modula sul pendio richiamando i colori della basilica di Collemaggio. Poco distante, si raggiunge Porta Bazzano, costruita dopo il 1266 per volere di Carlo I d’Angiò, e terminata nel 1316. Attraversata la porta, si accede a una strada ripida che conduce in piazza Duomo, denominata Costa Masciarelli. Lunga 300 metri, ha le sembianze di un'ininterrotta scalinata su cui affacciano palazzi medievali, antichi portali e scorci. La Costa è dedicata alla memoria di Baldassarre Masciarelli, già capitano di Carlo V nel periodo di dominazione spagnola. Prima di raggiungere piazza Duomo, sulla sinistra si trova via delle Grazie, che diventa poi via Santa Giusta. La via conduce all’omonima piazza Santa Giusta, altro gioiello nel cuore del centro storico. Sulla piazza affaccia la Chiesa di Santa Giusta, oggi in restauro, insieme a Palazzo Centi, una delle più alte espressioni del barocco aquilano. Proseguendo per via San Michele, la parallela di corso Federico II, si giunge all’ingresso della Villa Comunale.
Nel 1820 venne realizzata Porta San Ferdinando, conosciuta come Porta Napoli. Nei decenni successivi si assistette a una progressiva lottizzazione di tutta l’area mediante l’edificazione di ville private, per lo più in stile liberty. Nel 1926 fu realizzato il monumento ai Caduti di Nicola D’Antino, che sorge al centro dei giardini.
In quegli anni l’area ebbe una forte vocazione sportiva e fieristica, ospitando anche l’importante Esposizione Regionale degli Abruzzi nel 1903. Affacciano sulla Villa anche il Palazzo ex Gil, nato come Casa dei Balilla nel 1929-1932 in stile monumentalista, oggi sede del rettorato del Gran Sasso Science Institute e, sul lato opposto, la Chiesa di Cristo Re.
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