Colonna: «Cento famiglie pronte a lasciare Sassa Nsi»

Parla l’assessore al patrimonio. Dieci hanno già traslocato a Bazzano e Paganica Piastre libere entro febbraio per ospitare la Scuola nazionale dei vigili del fuoco
L’AQUILA. Dieci famiglie hanno già traslocato in altri appartamenti del progetto Case di Bazzano e di Paganica.
E sono un centinaio, su 169 totali, i nuclei familiari disponibili a lasciare le new town di Sassa Nucleo industriale per trasferirsi altrove.
L’area deve essere liberata al massimo entro febbraio prossimo, pronta per il passaggio di consegne al Provveditorato alle opere pubbliche, per l’avvio dei lavori di realizzazione della nuova caserma che ospiterà la scuola nazionale dei vigili del fuoco. Il Comune, dopo le proteste dei residenti della zona, che si sono anche riuniti in un Comitato, sta trovando la quadra.
«Siamo a buon punto», dice l’assessore al patrimonio, Vito Colonna, «non sfratteremo e non deporteremo nessuno. Ogni famiglia avrà la sua collocazione».
TRASLOCHI AL VIA. È proprio Colonna, dopo le proteste dei giorni scorsi, a fare chiarezza sulla situazione.
«Come riferito in un recente incontro con il comitato», dice l’assessore, «stiamo procedendo con l’adesione volontaria delle famiglie che si sono dette favorevoli al trasloco e che hanno scelto di spostarsi nella zona est della città, tra Bazzano e Paganica, dove ci sono molti alloggi disponibili: una decina di appartamenti di Sassa Nsi sono già stati liberati. Stiamo provvedendo a contattare tutti gli interessati per cercare la soluzione più idonea. Il problema verrà superato, considerando anche che circa 100 famiglie sono pronte a cambiare alloggio anche se hanno dato come preferenza Preturo, Pagliare di Sassa, Coppito 3 e Sant’Antonio».
LA SCELTA. Gli uffici comunali, su indicazione dell’assessorato, procederanno in questo modo: priorità nello spostamento a chi sceglierà di trasferirsi nei Progetti Case collocati ad est dell’Aquila, a seguire si troverà una soluzione immediata per i proprietari di case inagibili e delle famiglie con difficoltà oggettive, come la presenza di componenti con patologie gravi o invalidità. «Verrà stilata una sorta di graduatoria», spiega l'assessore Colonna, «nel frattempo stiamo convocando tutti i cittadini interessati per raccogliere istanze e richieste e cercare di soddisfarle. Gli uffici hanno dato massima disponibilità alla ricerca delle soluzioni più idonee».
GLI ESCLUSI. Conti alla mano, su 169 nuclei familiari, dieci hanno trovato già una differente allocazione e 100 sono pronti a spostarsi.
Altre 8 famiglie (inquilini delle case Ater) sono state convocate dall’azienda che ha proposto il trasferimento in appartamenti appena ricostruiti.
«Dieci famiglie andranno via entro la fine dell’anno in quanto la ristrutturazione dell’abitazione danneggiata dal sisma è ultimata», fa sapere Colonna. «Resterebbero fuori poche decine di assegnatari per i quali troveremo una soluzione condivisa. Il Comune sta agendo con la massima accuratezza», prosegue Colonna, «non stiamo facendo sfratti. Né sgomberi».
LA STORIA. Sulla realizzazione della Scuola nazionale dei vigili del fuoco a Sassa Nucleo industriale si era aperto, nelle scorse settimane, un fronte compatto di protesta, legato al trasferimento di quasi 170 famiglie chiamate a spostarsi in altre aree della città, dove sono state realizzate le piastre del progetto Case, dopo il terremoto del 2009, per liberare al più presto la zona interessata dall’intervento. Sono state organizzate, dal Comitato dei cittadini sorto spontaneamente, assemblee itineranti e proteste.
Il progetto relativo alla Scuola nazionale dei vigili del fuoco è stata approvata dal governo guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha scelto L’Aquila come sede.
La proposta è stata approvata alla Camera in legge di bilancio a dicembre 2020. Sulla vicenda è intervenuta anche la parlamentare Stefania Pezzopane chiedendo chiarimenti «sulla convenzione, non ancora sottoscritta, e sui tempi di realizzazione del progetto».
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