Consorzi agricoli, si volta pagina: in ballo le priorità per il Fucino

Irrigazione, viabilità e depuratori: dopo le elezioni del 27 febbraio 2022 si torna alla gestione ordinaria Le associazioni si preparano alle assemblee. Ecco le prime reazioni di Confcommercio e Coldiretti
CELANO. Al Consorzio di bonifica ovest, che interessa la Marsica, così come negli altri quattro Consorzi della Regione Abruzzo, dopo il commissariamento, si torna alla gestione ordinaria. Il 27 febbraio 2022, gli imprenditori agricoli, aderenti ai Consorzi, si recheranno alle urne per eleggere i propri rappresentanti. Le associazioni professionali già si preparano a organizzare assemblee con gli agricoltori per scegliere i candidati che, oltre a essere preparati al ruolo che devono assolvere, abbiano il tempo per dedicarsi, gratuitamente, all’amministrazione di questa importante struttura. Nella consultazione elettorale del 2015, la Confagricoltura su otto consiglieri ne ha conquistato quattro, due sono andati alla Coldiretti e due alla Confederazione italiana agricoltori (Cia). Ora il Consorzio di bonifica ovest, gestito in questi anni dal commissario Danilo Tarquini, il cui operato viene giudicato positivamente dalle associazioni, volta pagina. Quali compiti attenderà la nuova governance? «In primo luogo», suggerisce Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, «dovrà impegnarsi a portare avanti la realizzazione del progetto stralcio per l’irrigazione del Fucino con i fondi del Masterplan e al tempo stesso reperire altre risorse per attuare il progetto originario che prevedeva la realizzazione della vasca di accumulo ad Amplero e la vasca di laminazione sul fiume Giovenco. Inoltre, concludere i lavori, appena iniziati, per l’ampliamento dell’impianto irriguo di Celano».
La nuova legge sui Consorzi di bonifica ha esteso le competenze di questi Enti a interventi di ripristino dei corsi di acqua, a seguito di inondazioni, e di prevenzione di dissesti idrogeologici. Ciò, ovviamente, comporta l’assunzione da parte del Consorzio di personale tecnico qualificato: ingegneri idraulici, agronomi, geometri, che operino in sinergia con gli altri consorzi. «Oggi i Consorzi», rileva il direttore di Confagricoltura, «sono nelle condizioni di potere realizzare progetti molto ambiziosi, supportati da ingenti risorse finanziarie, già stanziate, destinate alla transizione ecologica: riduzione e razionalizzazione dei consumi idrici (l’agricoltura fucense utilizza oltre il 30% dell’acqua), realizzazione di invasi per l’accumulo di acqua, prevenzione dei rischi idrogeologici, recupero delle acque depurate per scopi irrigui».
Soddisfazione per il ritorno alla gestione ordinaria dei Consorzi la esprime il direttore provinciale della Coldiretti, Domenico Roselli. «Con il ritorno alla gestione ordinaria», afferma il sindacalista, «si aprirà una stagione di opportunità collegate al Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr) e di possibili investimenti che potrebbero rivoluzionare la gestione di una risorsa importantissima come l’acqua in una Regione che, purtroppo, da anni fa i conti con infrastrutture e impianti idrici fatiscenti e obsoleti». Il direttore della Coldiretti si sofferma anche sulle strade del Fucino, il cui attuale dissesto «è un pericolo per tutti e non agevola il lavoro degli imprenditori che, tra le altre cose, sono costretti a sobbarcarsi gli oneri di riparazione dei loro mezzi che si danneggiano».
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