Corradini, le idee per il futuro Arriva il progetto degli studenti

Spunti per il Comune presentati nel corso dell’Erasmus dello Scientifico. Il sindaco: «Orgogliosi» Previsti una galleria commerciale, parcheggio da 160 posti, sale espositive, botteghe artigiane
AVEZZANO. Una galleria commerciale, con un parcheggio multipiano, ai quali faranno da contorno botteghe artigiane, sale per esposizione, piccole attività commerciali, bar e ristoranti. Hanno le idee chiare gli studenti del liceo Scientifico di Avezzano protagonisti di un progetto Erasmus Plus che ieri mattina hanno consegnato nella mani del sindaco Gianni Di Pangrazio la loro proposta progettuale sul nuovo volto degli edifici delle scuole di via Corradini con tanto di presentazione power point. Ad accompagnarli i dicenti Carmine Di Giustino, Roberto Gabini, Lucia Tabacco, Tiziana Scerra, Francesca Berardi e Adelfo Sterpetti, oltre ad alcuni studenti portoghesi, spagnoli e finlandesi.
LA PROPOSTA
«L’edificio di 4mila metri quadrati ha straordinarie potenzialità d’uso non attualmente sfruttate, in quanto ampiamente sotto utilizzato», osservano gli allievi del Vitruvio, «in particolare, per il complesso di via Corradini il problema è prima di tutto urbanistico in quanto si trova in una condizione per la quale certamente non era stato pensato: le scuole in posizione centrale in un luogo di traffico e di concentrazione di persone relativo ad una cittadina di modeste dimensioni. Oggi con la specializzazione del centro, lo spostamento di gran parte del sistema residenziale ai margini della città, le scuole si trovano in una posizione scomoda e peraltro in un edificio che non risponderà mai ai requisiti di moderna funzionalità, efficienza e sicurezza statica, richiesti per ospitare i bambini di scuola elementare e media».
Ciò premesso, gli studenti dello Scientifico hanno pensato di realizzare un Urban house «trasformando l’edificio esistente per fini culturali e terziari con piccole botteghe artigiane, sale per esposizione, piccole attività commerciali, bar e ristoranti dopo averlo recuperato e adeguato dal punto di vista strutturale» e «creando una galleria a più livelli, nel grande spazio vuoto del cortile, che possa contenere attività commerciali, uffici, sedi di rappresentanza delle associazioni cittadine» che preveda anche la «costruzione di un parcheggio interrato multipiano da 160 posti circa sotto la galleria commerciale». Infine, il progetto presentato prevede anche la «riqualificazione della piazza Risorgimento con una revisione della viabilità nella strade adiacenti».
«Sì A QUESTE INIZIATIVE»
«Spalanchiamo le porte a queste iniziative», ha detto il sindaco Di Pangrazio, «e ringraziamo anche i docenti che hanno affiancato i ragazzi. Siamo orgogliosi di un lavoro che è evidentemente caratterizzato non solo da una logica di scambio costruttivo tra paesi diversi, ma anche molto creativo e caratterizzato da un approfondimento evidente delle tematiche che fa onore ai ragazzi e depone bene per le carriere future di ognuno di loro».
STORIA E GRAFFITI
Le scuole medie Corradini e Fermi sono tra gli edifici più antichi della città. Da anni si parla di un loro recupero, che può dare nuova vita al centro. Ma finora solo parole. Sui quattro lati dell’edificio scolastico che si affaccia su via Corradini e via Mazzini ci sono 15 graffiti realizzati intorno alla fine degli anni Venti che raffigurano scene propagandistiche del periodo fascista. Per il solo restauro dei graffiti, secondo una prima stima, servirebbero almeno 17mila euro. A battersi negli anni per il recupero e la salvaguardia dei graffiti era stato l’Archeoclub. Il complesso venne progettato nel 1922, subito dopo il terremoto che devastò Avezzano, per ospitare la Scuola Normale e la Scuola di tirocinio. Con il passare degli anni, poi, ci fu un cambio di destinazione d’uso e la scuola ospitò il Ginnasio, il Liceo e le Scuole magistrali. Sono molti gli studenti eccellenti che arricchirono il loro bagaglio culturale tra i banchi dell’istituto. Si va dal parlamentare Bruno Corbi allo scrittore Mario Pomilio, al presidente della Corte di cassazione Guido Jetti, fino all’avvocato Natalino Irti e al docente universitario Alberto Cirese. I primi appelli, sempre inascoltati, risalgono all’amministrazione di Mario Spallone.
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