Corsa in bici in memoria dell’alpino morto a 32 anni

12 Settembre 2021

Oggi la Gran fondo: 600 gli atleti iscritti. Sguardo rivolto alla sicurezza in strada In prima fila i compagni della Bike 99, squadra di cui faceva parte Mannucci

L’AQUILA. Dedicata a Mauro Mannucci, il caporal maggiore degli alpini scomparso alcuni giorni fa in un incidente in bici al bivio del Cermone, torna dopo un anno di stop causa Covid la Gran fondo Città dell’Aquila, gara ciclistica amatoriale che abbraccia molti comuni del circondario. Per omaggiare la memoria del giovane militare scomparso, una sua gigantografia sarà posta su viale Collemaggio dove è in programma, alle 8.30 di questa mattina, la partenza degli oltre 600 partecipanti che al momento hanno confermato l’iscrizione. La corsa sarà aperta proprio dalla squadra di cui faceva parte Mauro, la Bike 99, che sarà schierata compatta in prima fila. Sarà una edizione dedicata alla memoria di Mauro e con uno sguardo rivolto alla sicurezza stradale. Alla presentazione dell’evento, avvenuta tre giorni fa a palazzo Fibbioni, alla presenza degli assessori allo sport Guido Liris e Vito Colonna, per la Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, insieme a Mario Di Gregorio, membro del comitato organizzatore insieme Livio Stefanucci e Fabrizio Iannini, era stato infatti rimarcato come la Gran fondo voleva essere, oltre che una sana competizione sportiva, anche un momento di riflessione e sensibilizzazione sui temi legati alla sicurezza stradale dei ciclisti. «E quest’anno», aveva ricordato Mario Di Gregorio, «proprio per via della tragedia occorsa al giovane Mannucci, grande appassionato di ciclismo e sport, lo sarà ancora di più». Si tratta di temi spesso sottovalutati, che le tragedie che spesso avvengono sulle strade riportano prepotentemente alla luce. «La Gran fondo vuole essere un monito e un richiamo per la presa di coscienza che la strada è di tutti. Nessuno è abusivo, né gli automobilisti né i ciclisti. Dobbiamo lavorare sulla cultura del vivere la strada in piena sicurezza».
La morte del 32enne ha generato una ondata di commozione. Militare del 9° Reggimento alpini L’Aquila, Mannucci aveva dedicato la sua vita alle missioni di pace all'estero e al supporto alle popolazioni colpite da catastrofi e calamità. Il giovane, che avrebbe dovuto sposarsi fra qualche settimana, ha perso la vita in un tragico scontro con una vettura che dalla statale 80 stava svoltando verso Pizzoli, al bivio del Cermone. Un impatto violentissimo, che ha letteralmente aperto il casco che il ciclista indossava e non gli ha lasciato scampo. Un incrocio in cui, da anni, sono previsti lavori bloccati dalle procedure e dai ricorsi. Dopo l’incidente di Mannucci, l’Anas ha promesso agli enti locali la realizzazione di una rotatoria che dovrebbe ridurre i rischi.
Le premiazioni sono previste all’arrivo di tutta la carovana, per le ore 12 circa. (r.p.)
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