Cospa Abruzzo all’attacco delle cartelle Equitalia

22 Marzo 2015

L’AQUILA. «La Corte di giustizia con sentenza 37 del 2015 ha sancito quello che il Cospa Abruzzo sosteneva da tempo. Abbiamo semplicemente letto le sentenze», si legge in una nota dell’allevatore...

L’AQUILA. «La Corte di giustizia con sentenza 37 del 2015 ha sancito quello che il Cospa Abruzzo sosteneva da tempo. Abbiamo semplicemente letto le sentenze», si legge in una nota dell’allevatore Dino Rossi, «prima quella del Tar del Lazio e successivamente quella del Consiglio di Stato in merito ai dirigenti non legittimati delle Agenzie delle Entrate e da circa sei mesi abbiamo scritto in relazione alle possibili cartelle inesigibili da loro firmate. Invece di verificare al proprio interno la “validità” dei propri funzionari, l’Agenzia delle Entrate ha preferito opporsi alla decisione del Tar Lazio e ha continuato a notificare e iscrivere a ruolo le cartelle, oggi da ritenersi fasulle visto chi le ha firmate. La stessa cosa fa Equitalia, la quale seguita a emettere atti di decreti ingiuntivi, iscrizioni ipotecarie e vendita degli immobili all’asta. Tutto questo innescato da una documentazione firmata da dirigenti illegittimi. Per fortuna ancora esiste la giustizia, ma bisogna arrivare sempre all'ultimo grado di giudizio e ciò costa soldi. Il tutto, poi, provoca un gigantesco danno all’Erario in considerazione di tutte le cartelle che diventeranno poi inesigibili».