Covid, obiettivo 250 posti letto per fronteggiare la fase critica

Al lavoro anche di domenica per allestire percorsi separati e modificare l’assetto dei reparti Ieri il decesso del paziente di Lodi, timori per il personale di Rianimazione che lo ha trattato
L’AQUILA. Lavori in corso, al San Salvatore, per rendere l’ospedale una struttura sicura e capace di fronteggiare nel migliore dei modi l’emergenza coronavirus. Obiettivo è arrivare nel giro di poco tempo a una capienza di almeno 250 posti per pazienti Covid. Saranno attivati infatti, in questi giorni, dieci nuovi posti letto di terapia intensiva all’interno del G8, mentre 40 nuovi posti sono già utilizzabili negli ex reparti di Medicina, trasformati in Medicina Covid. Il San Salvatore diventerà così il riferimento abruzzese per la lotta al virus, anche in seguito alla prossima apertura del nuovo laboratorio per l’analisi rapida dei tamponi, capace di dare risposte di positività o negatività nell’arco di cinque ore, che sarà operativo nel giro di pochi giorni. Intanto, c’è allarme nel reparto di Rianimazione, dove era stato ricoverato per un paio di settimane un paziente di Lodi deceduto ieri all’interno del G8 con diagnosi di coronavirus. UNITÀ DI CRISI. Si riunirà questa mattina anche l’unità di crisi dell’ospedale per discutere dell’emergenza e in particolare dei lavori programmati per l’allestimento dei nuovi posti Covid, delle risorse umane, della gestione e dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, ancora insufficienti, nonostante la consegna ieri mattina di mascherine Ffp2 e Ffp3 e di altro materiale da parte della Protezione civile alla farmacia dell’ospedale. «I dispositivi dovranno mettere in condizione di lavorare in sicurezza gli operatori sanitari di tutta l’Asl provinciale, in primis i più esposti», ha commentato l’assessore regionale al Bilancio, Guido Quintino Liris.
LA GEOGRAFIA COVID. Ai pazienti con coronavirus saranno dedicati, a regime, almeno 250 posti letto circa nell’ospedale del capoluogo: 36 (estendibili fino a 40) in terapia intensiva e semi-intensiva all’interno del G8 (11 già utilizzati); tra 80 e cento posti nella nuova Medicina Covid realizzata con la contrazione temporanea dei reparti medici e in particolare la chiusura di Predimissioni e di Degenza breve; ulteriori 120 al termine dei lavori nel Delta 7 a cui sono destinati i fondi sbloccati da qualche giorno (600mila euro). Anche il reparto di Pneumologia vedrà un aumento di posti da 15 a 28. A questi numeri si aggiungono quelli dell’hotel Cristallo, a Fonte Cerreto, dove sono a disposizione 20 stanze per 50 posti letto, dedicati ai pazienti in via di guarigione.
LA SEPARAZIONE. Si sta facendo in modo da separare completamente le due zone della struttura dedicata al Covid 19 dal resto dell’ospedale. La divisione netta, in due blocchi, è necessaria a garantire la massima sicurezza a chi entra in ospedale e riduce al minimo la possibilità di sviluppare focolai interni. Le zone dedicate ai pazienti infetti, infatti, saranno quella Nord e quella Sud, mentre il cuore dell’ospedale resterà per così dire “pulito” (senza la presenza di casi accertati). Anche i corridoi di passaggio da un’ala all’altra sono stati attentamente studiati per evitare ogni forma di contagio: verranno realizzati percorsi ben distinti.
LAVORI IN CORSO. «Noi non abbiamo dovuto affrontare e speriamo di non dover affrontare la gestione di un numero di casi clinici elevatissimo come quello di altre comunità più sfortunate della nostra, ma dobbiamo comunque continuare a prepararci, e dobbiamo dare il nostro totale supporto. Per questo si lavora anche di sabato e domenica sulle parti strutturali. La fase di preparazione è fondamentale», ha commentato il primario di Rianimazione, Franco Marinangeli, su Facebook. «In queste situazioni è facile sentirsi soli, non deve accadere. Non viviamo bene questa situazione, sarebbe una bugia dire il contrario: siamo tutti esseri umani e potenziali pazienti. Personalmente la vivo come un incubo e sono certo che anche voi non vivete bene l’isolamento a casa. Stringiamo i denti e andiamo avanti, ognuno facendo la sua parte».
I NUMERI. Intanto si è registrato un solo nuovo contagio e sono 19 quelli dall’inizio dell’emergenza. Molta la preoccupazione, tuttavia, a seguito del decesso del paziente di Lodi a cui è stato diagnosticato tardivamente il Covid, a causa di una mancanza di chiarezza nei risultati dei diversi test nei giorni di degenza. Solo da poco, infatti, l’uomo era stato trasferito al G8, dopo essere rimasto a Rianimazione. Nei giorni scorsi erano stati effettuati i tamponi anche al personale sanitario.

