De Angelis: «Ha forza di legge il contratto su Palazzo Torlonia»

Polemica sul futuro dell’edificio storico. Il sindaco incontra il presidente regionale D’Alfonso La Pro loco al Comune: «Non facciamo strumentalizzazioni, lavoriamo per storia, cultura e ambiente»
AVEZZANO. Sindaco in udienza dal presidente della Regione per contestare la delibera di giunta regionale che ha decretato, o meglio “riprecisato”, lo stop al trasferimento dell’intero corpo della polizia locale nell’ala est del Palazzo Torlonia che, dopo il primo rinvio del 28 febbraio, doveva scattare oggi. Il primo cittadino, insorto contro l’anticipazione del presidente del consiglio regionale, ha messo sul tavolo di Luciano D’Alfonso, con al fianco Giuseppe Di Pangrazio, le ragioni del Comune «sancite da un contratto sottoscritto tra i due Enti».
«Impegni che», ha affermato Gabriele De Angelis, con al fianco il comandante della polizia locale, Luca Montanari e il dirigente del settore patrimonio, Fernando Santomaggio, «abbiamo portato avanti, nell’ottica della continuità amministrativa, la volontà politica espressa dalla precedente amministrazione di traferire il comando di polizia locale negli uffici di Palazzo Torlonia. Restiamo in attesa di conoscere i contenuti della nuova delibera, anche se, per quanto ci riguarda, sono assolutamente ininfluenti rispetto al contratto in essere, che ha forza di legge e non può essere modificato unilateralmente. Restiamo aperti a un confronto sereno e costruttivo con Regione e parti interessate alla valorizzazione del palazzo, rispettandone la vocazione culturale e istituzionale». L’atto adottato dalla giunta D’Alfonso (numeo 174 del 26/3/2018) – con parere favorevole del dirigente di settore e direttore del dipartimento – puntualizza le condizioni per la «concessione in uso di Palazzo Torlonia al Comune, stabilendo di consentire il trasferimento al suo interno esclusivamente di un presidio della polizia locale per le attività di controllo e vigilanza, in linea con la legge regionale».
La battaglia tra istituzioni, quindi, sembra destinata a continuare, mentre l’Archeoclub plaude alla Regione e la Pro-loco respinge le accuse del sindaco De Angelis. «L’Archeoclub», dichiara la presidente, Laura Saladino, «esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, che restituisce alla Marsica uno dei più significativi monumenti della sua storia. La protesta sostenuta dall’autorevole adesione dei professori Raffaele Colapietra e Cesare Letta apre finalmente la strada alla programmazione di iniziative culturali volte alla valorizzazione del complesso in collaborazione col Comune».
Più dura la replica della Pro-loco. «L’associazione non è il braccio armato di alcuno, né strumentalizza i giovani. Fin dalla sua nascita», afferma il presidente Federico Tudico, «è impegnata in maniera pervasiva e perseverante in iniziative in favore della polis di riferimento, e quindi in attività politica, con la P maiuscola! Per l’ottimizzazione dei valori culturali, storici e ambientali della città».
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