Depistaggio dopo la tragedia Condannato a tre anni

28 Novembre 2014

CASTEL DI SANGRO. Aveva investito una 62enne di Castel di Sangro, uccidendola con un’auto senza copertura assicurativa. Insieme al fratello e a un altro testimone che viaggiavano su un’altra vettura...

CASTEL DI SANGRO. Aveva investito una 62enne di Castel di Sangro, uccidendola con un’auto senza copertura assicurativa. Insieme al fratello e a un altro testimone che viaggiavano su un’altra vettura regolarmente assicurata, aveva cercato di depistare le indagini facendo credere che l’incidente era avvenuto con quest’ultimo mezzo nel tentativo di scaricare l’onere del risarcimento all’agenzia di assicurazione. Ieri l'uomo, Luigi Napolitano, di 43anni, originario di Qualiano (Napoli) è stato condannato a tre anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale nei confronti dei parenti della vittima, di 210mila euro, oltre al relativo risarcimento da calcolare in sede civile. In più, il giudice Ciro Marasca, su richiesta del pubblico ministero, ha rimesso gli atti alla Procura affinché metta sotto inchiesta con l’accusa di favoreggiamento, sia Carmine Napolitano, fratello dell’imputato, sia Filippo Fioretto che avevano contribuito ad alterare la scena dell'incidente. I fatti fanno riferimento al 3 agosto del 2010 quando, Marisa Marchionna che all’epoca aveva 62 anni è stata investita mentre stava attraversando via La Croce a Castel di Sangro. L'investitore, Luigi Napolitano, che dalle analisi effettuate in ospedale è risultato anche sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, stava raggiungendo il cantiere dove lavorava insieme al fratello e a un suo collega che viaggiavano su un’altra auto a pochi metri da lui. Resosi conto della gravità della situazione, ma soprattutto ricordando che la sua auto non aveva copertura assicurativa, si è allontanato in tutta fretta dal luogo dell'incidente, per poi tornarvi più tardi, dopo aver messo il mezzo al sicuro. Il fratello, insieme all'altro operaio, avevano tentato di far credere ai carabinieri che l'investimento era avvenuto con la loro auto.

Claudio Lattanzio

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