Design italiano in mostra in Cina: a metterla in scena è un’aquilana

L’esperta cura l’esposizione a Shanghai dei capolavori che hanno vinto il Compasso d’oro in 70 anni E ricorda l’abruzzese Corradino D’Ascanio: «Se qui c’è la Vespa, è anche grazie alle sue invenzioni»
L’AQUILA. Il design italiano si mette in vetrina in Cina. E ad allestire la mostra è un’aquilana, Francesca Balena Arista. «È un’occasione unica», dice la storica del design tra i curatori della “Compasso d’oro award: seventy years of leading italian design trends”, esposizione di tutti i capolavori del design italiano vincitori del prestigioso premio Compasso d’oro dal 1954, anno della sua istituzione, al 2022.
La mostra, prodotta dal Design museum dell’Associazione per il disegno industriale (Adi), l’Enciclopedia italiana Treccani, l’Istituto italiano di cultura a Shanghai, il Consolato generale d’Italia e l’ente governativo cinese Jiushi Art Musem, è stata inaugurata il 9 novembre a Shanghai e rimarrà aperta fino al 25 febbraio.
«Il premio Compasso d’oro si configura fin dalla sua nascita come espressione della migliore cultura italiana», spiega Balena Arista, «possiamo definirlo come “la prima manifestazione che abbia riconosciuto e impostato il problema della produzione come fatto non solo economico ma anche estetico, di cultura e di costume», come si legge nella presentazione che appare sulla rivista Stile industria n.1 nel 1954”». Insieme a Balena Arista, tra i curatori anche Giovanni Comoglio, Maite Garcia Sanchis e Ling Min, con l’allestimento di Aldo Cibic e Joseph Dejiardin. Dalla mitica Panda degli anni ‘80 alla “Easy Covid-19”, la maschera per il trattamento dei pazienti Covid ideata dall’azienda Isinnova, passando per la Vespa elettrica: sono 70 gli oggetti del design esposti, a celebrazione dei settant’anni di storia del Compasso d’oro e dell’evoluzione funzionale ed estetica del design italiano. L’esibizione si snoda in sette stanze, a ognuna delle quali è stato associato un colore: giallo, verde, lilla, rosa, salvia, arancione, orchidea. I pezzi sono tutti accompagnati da materiale grafico e video che ne rendono il contesto storico della realizzazione e, allo stesso tempo, costruiscono una “linea del tempo”.
«La curatrice cinese, Ling Min, ha sottolineato l’interesse del pubblico locale per il design dei mezzi di trasporto», racconta, «per questo abbiamo portato a Shanghai la bicicletta da cronometro Bolide TT Pinarello, la moto Ducati Diavel 1260, LAMBROgio, un risciò elettrico che ha suscitato grande interesse per la naturale associazione con il tradizionale risciò cinese, e la Vespa Piaggio elettrica». Sulla Vespa Balena Arista ricorda che «è stata inventata nel 1946 da un ingegnere abruzzese, Corradino D’Ascanio, nato a fine ‘800 a Popoli, un tempo provincia dell’Aquila. D’Ascanio fu anche pioniere nello studio del volo verticale, realizzando proprio in Abruzzo i suoi prototipi di elicotteri moderni».
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