Di Cesare (Appello per L’Aquila) «Noi usati per fini politici»
L’AQUILA. Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila scrive a proposito del processo Grandi Rischi: «Dopo la sentenza il prossimo passo sarà il tentativo di riscrivere la storia del prima e anche del...
L’AQUILA. Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila scrive a proposito del processo Grandi Rischi: «Dopo la sentenza il prossimo passo sarà il tentativo di riscrivere la storia del prima e anche del dopo. La nostra memoria condivisa dovrà sempre avere la capacità di ricordare a tutti e con forza quello che è successo. Perché quello che è successo noi lo abbiamo vissuto.Che gli scienziati si sono prestati e piegati consapevolmente alla politica nella farsa rassicurante della Commissione Grandi Rischi. Galileo si starà rigirando nella tomba, altro che processo alla scienza. Che altissimi funzionari dello Stato e della Protezione Civile ci hanno ingannato invece di proteggerci. Erano troppo impegnati nelle cricche di affari dei grandi eventi. Che alcuni di loro ricoprono ancora oggi incarichi pubblici al vertice o in seno ad Istituzioni strategiche, continuando a comprometterne la credibilità. Che l'operazione mediatica è partita prima ed è continuata dopo utilizzando il nostro dramma come grande palcoscenico di manipolazione dell'opinione pubblica nazionale. Che prima si sono preoccupati di tranquillizzarci e dopo hanno sistemato Berlusconi ai funerali tra i parenti delle vittime. Fuori da ogni protocollo, fuori da ogni decenza. Che siamo stati usati per fini politici da Berlusconi, Gianni Letta, Bertolaso e da tutti quelli che pure in città gli hanno aperto le porte, conferito premi, sorrisi e strette di mano. Che il G8 l'hanno fatto qui per nascondere la truffa della Maddalena. Hanno usato la nostra tragedia anche per questo. Che alcuni componenti della Grandi Rischi sono stati poi i responsabili della truffa dei Progetti Case: cornuti e mazziati noi, grandi guadagni e risate loro. Che i cittadini che hanno tentato veramente di opporsi a questo sciacallaggio oggi sono sotto processo.Che in molti, anche in città, stanno lavorando per tentare di riscrivere la storia per occultare tutto questo scempio. Ecco, questo noi non lo permetteremo.
Oggi alle 18,30 saremo al presidio alla villa comunale insieme ai parenti delle vittime per chiedere ancora una volta Verità e Giustizia.
STEFANO ALBANO (PD) «E una ferita aperta» scrive il segretario aquilano del Pd Stefano Albano «la sentenza di appello nel processo sulla Commissione Grandi Rischi offende gli aquilani. Come è possibile un così generale ridimensionamento delle responsabilità da un grado processuale all'altro? Come è possibile, quando tutti gli aquilani sono consapevoli quanto influì il parere di quegli esperti nel loro comportamento quella tragica notte? Non è un processo alla scienza, come qualcuno insiste a dire: è un processo che vuole accertare fatti e responsabilità di chi potrebbe aver abdicato al proprio ruolo di scienziato per esigenze politiche e noi non chiediamo condanne a prescindere. Solo sappiamo come sono andate le cose, e ci indigna sapere che chi sbaglia alla fine, in un modo o nell'altro, se la cava. Anche di fronte a una strage come quella?».

