Disabile bullizzato da tre alunni Nardocci: «A scuola non risulta»

Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale attende l’esito delle indagini dopo le denunce della mamma «Agiremo con fermezza contro eventuali allievi violenti, ma anche nel caso ci sia stata diffamazione»
AVEZZANO. «All’istituto scolastico non risultano gli episodi denunciati dalla madre del giovane diversamente abile. Secondo quanto riferito sia dal personale docente, sia dagli alunni della classe del ragazzo, la presunta aggressione da parte dei tre bulli non sarebbe avvenuta».
È quanto rivela il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Massimiliano Nardocci, che fa sapere di aver attenzionato l’accaduto e di aver ascoltato il dirigente dell’istituto per avere più chiara la situazione. La vicenda vede al centro un 14enne disabile, la cui famiglia ha presentato quattro denunce negli ultimi due mesi. La madre dello studente ha rivelato uno scenario costante di bullismo e almeno due diverse colluttazioni violente ai danni del figlio, di cui l’ultima appena pochi giorni fa.
«È stato picchiato da tre compagni di classe, tutti italiani, poco prima dell’uscita da scuola. Gli è stata fatta cadere la cartella, presa più volte a calci. Poi i tre hanno preso a riempirlo di schiaffi, intimandolo di lasciare la classe e di non riferire nulla a casa. Nel mentre, i soliti insulti», è quanto ha dichiarato la madre ai carabinieri della compagnia di Avezzano. Il clamore mediatico legato all’accaduto ha portato all’attenzione dell’Ufficio regionale quanto finora emerso.
Un lungo dialogo tra i direttore e il preside per ricostruire gli ultimi mesi e capire se fosse stata rilevata la problematica da parte degli insegnanti.
«Riteniamo che quanto riferito dalla donna non sia ascrivibile a un fenomeno di bullismo. Se vi sono stati dei contrasti tra studenti si è trattato di semplici liti, nulla di più. Ci tengo però a sottolineare che il caso ha coinvolto la prefettura e sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine, il cui esito sarà decisivo per accertare cosa è accaduto. Se venisse riconosciuto quanto denunciato dalla madre del giovane, agiremo di conseguenza e in maniera perentoria. Ne scaturirebbe la segnalazione alla procura. Interverremmo con iniziative formative sulla classe in questione e più in generale sulla scuola, attraverso il lavoro di esperti in relazioni, avviando percorsi di contrasto a tali criticità, al fine di costruire una consapevolezza reale del problema nei ragazzi. Se invece fosse riconosciuta la diffamazione ci muoveremo con la stessa fermezza. Il bullismo è una cosa molto seria, contro la quale lavoriamo costantemente», ha ribadito Nardocci.
Solo due giorni fa la madre del 14enne aveva lanciato un appello allo stesso Istituto scolastico regionale, chiedendo di intervenire per mettere fine alle vessazioni che vedrebbero coinvolto il ragazzo. Al di là degli episodi oggetto di denuncia, la donna fa riferimento a un contesto di offese quotidiane, di insulti di evidente richiamo alla disabilità del figlio.
«Abbiamo raggiunto numeri importanti nell’inclusione scolastica. A fronte di 14mila docenti di posto comune, ve ne sono 7mila specifici per il sostegno, che ormai prendono incarico dal primo di settembre, proprio per seguire in maniera efficace i ragazzi, e lo scorso anno abbiamo anche sottoscritto un protocollo d’intesa con l’ordine degli psicologi», ha concluso Massimiliano Nardocci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

