Dubbi sul racconto del giovane ferito con un colpo alla testa

24 Aprile 2022

L’allevatore Emiliano Palmeri è stato nuovamente sentito dagli inquirenti per fare chiarezza Gli esperti del Ris in cerca di impronte e tracce di Dna sulle pistole per il bestiame sequestrate  

OFENA. Gli inquirenti sono tornati in ospedale per ascoltare ancora una volta il racconto di Emiliano Palmeri, l’allevatore 28enne che la notte tra martedì e mercoledì scorsi è stato trovato in un uliveto con una ferita alla testa provocata da una pistola di quelle utilizzate nei mattatoi per finire o stordire i capi di bestiame prima della macellazione.
LE CONTRADDIZIONI
Le dichiarazioni rese dal giovane nelle ore immediatamente successive all’aggressione non avrebbero, infatti, convinto più di tanto gli investigatori. Numerose le contraddizioni riscontrate nella prima ricostruzione della vittima a partire dal nome del suo presunto aggressore che, ascoltato dagli investigatori, avrebbe fornito un alibi di ferro nelle ore in cui si sono svolti i fatti. Alibi che avrebbe così scagionato il primo sospettato. Palmeri sta forse nascondendo qualcosa o coprendo qualcuno? Il suo primo racconto potrebbe essere stato influenzato dallo stato di choc subentrato in seguito al ferimento? A queste e altre domande stanno cercando di rispondere i carabinieri di Sulmona e quelli del nucleo investigativo dell’Aquila che collaborano alle indagini. La pista principale resta quella di una lite, poi degenerata in aggressione, nell’ambiente degli allevatori di bestiame, soprattutto alla luce del tipo di arma utilizzata. Il ragazzo, infatti, è titolare di un allevamento di cavalli e si occupa della compravendita di animali. Tuttavia, in questa vicenda dai contorni ancora da chiarire, gli investigatori non vogliono tralasciare nessuna ipotesi, soprattutto alla luce del racconto poco convincente della vittima. In cerca di elementi utili a far luce sul giallo continuano i sopralluoghi nella zona del ritrovamento del 28enne, un uliveto alla periferia di Ofena, e anche l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, oltre che dei tabulati telefonici dei principali sospettati. Il tutto in attesa della prova regina che potrebbe arrivare dall’analisi delle armi sequestrate dai militari negli allevamenti tra Ofena e Castel del Monte, dove il ragazzo si era trasferito da qualche tempo. L’attenzione del Ris di Roma è, però, per la pistola abbatti-buoi ritrovata a un centinaio di metri da dove giaceva il giovane ferito. Sull’arma si cercano eventuali impronte o tracce di Dna che potrebbero aiutare gli investigatore a dipanare l’intricata matassa.
COSA è ACCADUTO
Martedì sera non si avevano più notizie di Palmeri. Il giovane allevatore – figlio dell’ex vicesindaco di Ofena Marcello – sembrava sparito nel nulla e non rispondeva più al telefono. Con il passare delle ore i familiari e i suoi amici avevano incominciato a cercarlo nel timore che gli fosse accaduto qualcosa. È stata la sua fidanzata a lanciare l’allarme e a far scattare le ricerche. Il 28enne è stato cercato in lungo e in largo da un gruppo di amici. Proprio quando le speranze di ritrovarlo sembravano affievolirsi, il suo cellulare è stato sentito squillare e visto illuminarsi all’interno di un uliveto fuori Ofena. Palmeri era riverso a terra con una profonda ferita alla testa. «Aveva il volto coperto di sangue e una ferita sulla fronte, ma quando l’ho chiamato mi ha risposto», aveva dichiarato il padre del giovane al Centro, chiedendo «giustizia» per quanto accaduto al figlio. Il ritrovamento era avvenuto nella zona del campo sportivo. Il ragazzo è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e portato in ospedale dove è tuttora convalescente in seguito a un delicato intervento chirurgico alla testa. Sul posto erano arrivati anche i carabinieri, che hanno avviato un’indagine per risalire al responsabile. La Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo, al momento, per tentato omicidio.
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