E le associazioni di categoria bacchettano i negozianti

SULMONA. Condanna unanime delle associazioni di categoria ai negozi chiusi durante i giorni di Pasqua e Pasquetta. Il boom di presenze durante le festività pasquali ha portato in città un volume di...
SULMONA. Condanna unanime delle associazioni di categoria ai negozi chiusi durante i giorni di Pasqua e Pasquetta. Il boom di presenze durante le festività pasquali ha portato in città un volume di affari stimato in 4 milioni di euro, che però è stato appannaggio soprattutto di alberghi, b&b, ristoranti e bar. La maggioranza dei commercianti, infatti, ha preferito chiudere le proprie attività, lasciando in molti casi anche le vetrine al buio lungo il corso. La prima critica arriva da Claudio Mariotti, presidente di Ascom Fidi Servizi. «È una scelta che non comprendo quella di non aprire durante i giorni di maggiore presenza turistica, per questo stiamo provando stimolare, anche attraverso la Dmc, un cambio di passo e soprattutto una nuova mentalità. Anche perché con le regole più flessibili del commercio è consentito aprire e chiudere a proprio piacimento, dunque avrebbero potuto aprire per Pasqua e il lunedì seguente e chiudere in questi giorni di minore affluenza».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Angelo Pellegrino, direttore del Cescot. «Da tempo noi proponiamo la necessità di un marketing urbano», ricorda, «i commercianti devono fare la loro parte andando incontro alle nuove esigenze del consumatore contemporaneo. Per questo noi avevamo chiesto di spegnere le luci durante il passaggio della processione del Venerdì Santo, ma di aprire subito dopo e fino a tardi per accompagnare l’affluenza delle persone e dei turisti Da parte sua, invece, il Comune dovrebbe garantire sgravi fiscali sulle insegne e l’occupazione di suolo pubblico in questi giorni di festa in modo da garantire maggiori introiti e rientrare col costo del personale a cui va pagato il giorno festivo». Per il vice presidente provinciale della Confesercenti, Pietro Leonarduzzi, «si tratta di un’occasione persa. Certo, quelli che hanno aperto hanno fatto bene, anche perché confrontandomi con alcuni turisti del nord Italia sono venuto a sapere che i prezzi sono molto competitivi e che questo è stato apprezzato. Anche se si può e si deve fare di più». Ne è convinto anche il direttore regionale di Confcommercio Celso Cioni, che plaude a quei pochi negozianti rimasti aperti nei giorni di festa. «Questa città merita molto di più delle solite lamentele, per questo vogliamo rilanciare la politica del fare, già attuata con la nostra proposta di applicare la cedolare secca sugli affitti dei locali commerciali. Oltre alla necessità di prevedere una programmazione in una città che riesce da sola a sviluppare numeri importanti».
Federica Pantano
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