E sul Gran Sasso il Covid non ferma i turisti

22 Agosto 2020

L’amministratore del Centro turistico: sui nostri monti 100mila le presenze dall’inizio dell’estate

L’AQUILA. «La stagione estiva, nonostante l’apprensione dovuta al momento post-Covid, ha avuto inizio effettivo il 15 giugno scorso. Ed è stata una ripartenza salutata come una rinascita, nonostante le ferree regole dettate dall’emergenza Covid, immediatamente rese operative nei locali di servizio e sulle vetture della funivia».
A tracciare il bilancio del movimento turistico sul Gran sasso è l’amministratore unico del Centro turistico Dino Pignatelli. «Con i primi giorni di luglio l’affluenza è sempre stata in aumento, con presenze inimmaginabili sul Gran Sasso, fino a raggiungere il numero di 6-7000 persone e punte che hanno sfiorato le 10mila presenze giornaliere. Abbiamo affrontato la massa di turisti con i pochi mezzi a disposizione», aggiunge l’amministratore del Centro turistico del Gran Sasso, «senza infrastrutture dedicate, ma cercando comunque di sopperire con soluzioni idonee a salvare l’ambiente e la necessità di spazio. Non si deve dimenticare che l’area di Campo Imperatore è posta all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e, se da un lato ciò rappresenta un valore aggiunto, dall’altro impone di sottostare alle leggi e alle limitazioni che regolano la vita in un’area protetta. Questo che possiamo tracciare oggi è comunque un bilancio incoraggiante. Si stima una presenza totale fino ad ora di circa 100mila persone. Oltre 20mila di queste sono salite a Campo Imperatore in funivia. Il parcheggio ha ospitato più di 13mila vetture, tra motocicli, auto e camper. Circa 10mila turisti hanno usufruito della seggiovia delle Fontari. Un dato questo a cui si aggiungono i passaggi gratuiti per chi posteggiava alla base della stessa seggiovia».
E ancora, Pignatelli afferma che «i rifugi delle Fontari e l’Ostello hanno lavorato a pieno ritmo, garantendo i servizi essenziali alla grande mole di turisti. Sono stati allestiti dei bagni con struttura in legno collegati alla rete fognaria. Abbiamo cercato di fare il massimo con le poche possibilità operative che ci sono concesse. Il tutto», conclude, «con la speranza di aver, per quanto possibile, accudito i visitatori con la disponibilità e la gentilezza degli operatori tutti del Centro turistico del Gran Sasso, a cui va un mio personale ringraziamento».
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