Ecco gli encomi ai carabinieri che hanno salvato tre donne

11 Giugno 2015

SULMONA. Encomio per i carabinieri che qualche mese fa salvarono una donna da morte certa. Si tratta del maresciallo capo Vincenzo Zenobi e dell’appuntato scelto Gianni Colaizzi, entrambi in...

SULMONA. Encomio per i carabinieri che qualche mese fa salvarono una donna da morte certa. Si tratta del maresciallo capo Vincenzo Zenobi e dell’appuntato scelto Gianni Colaizzi, entrambi in servizio a Sulmona. I due erano riusciti a evitare che una donna, in preda ad una crisi depressiva, si lanciasse dal ponte Capograssi. Un volo che non le avrebbe lasciato scampo, evitato dal provvidenziale intervento dei militari. «Ferma determinazione», le motivazioni dell’encomio, «e qualificata professionalità, non hanno esitato a bloccare la donna e dopo un efficace opera di persuasione, a evitare il compimento dell’insano gesto». L’encomio è stato conferito durante una cerimonia nella caserma Rebeggiani di viale Benedetto Croce a Chieti, alla presenza del generale di brigata Claudio Quarta e del comandante del Cna, generale di brigata Giovanni Pietro Barbano. Durante la cerimonia un elogio è stato dedicato al maresciallo capo di Sulmona, Luigi Cesidio Lucente in quanto «pienamente consapevole delle complesse e delicate cariche che gli derivano dall’incarico, si è rivelato sottoufficiale di straordinario valore umano e professionale, prospettando soluzioni organizzative di straordinaria efficacia». Elogio per il brigadiere Gianluca Perugini. Quest’ultimo, in forze all’Aquila, era libero dal servizio quando ha tratto in salvo una studentessa caduta in un canale a Villetta Barrea. «Personalità umana di altissimo pregio, e animato da vivissimi sentimenti, come lealtà capacità indiscutibile organizzativa, qualità dei contributi di pensiero ed azione da sempre offerti», è l’inizio dell’elogio per il comandate del nucleo radiomobile di Castel di Sangro, luogotenente Mario Minchella, in servizio da 23 anni.

Federico Cifani

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