Economia e lavoro sindacati in classe per parlare ai giovani

L’AQUILA. Si è concluso positivamente il ciclo di assemblee tenuto dai segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Umberto Trasatti, Paolo Sangermano e Michele Lombardo, negli istituti superiori della...
L’AQUILA. Si è concluso positivamente il ciclo di assemblee tenuto dai segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Umberto Trasatti, Paolo Sangermano e Michele Lombardo, negli istituti superiori della provincia. Il progetto rientra nel pacchetto di iniziative promosso dalle organizzazioni sindacali per il primo maggio, giornata dedicata quest’anno, in provincia dell’Aquila, proprio ai giovani. «Una scelta mirata», spiegano i sindacalisti, «quella di portare il sindacato e i problemi del lavoro all’interno delle scuole in un confronto costruttivo e produttivo con i futuri protagonisti della nostra società. Il dibattito è partito dall’analisi dei dati sull’occupazione, per concentrarsi sulla visione prospettica che gli studenti hanno del panorama occupazionale e del loro futuro». È stata rilevata l’urgenza di mettere in campo progetti e iniziative atti ad arginare la grave crisi occupazionale e a rilanciare politiche che pongano al centro della discussione lavoro e crescita economica del territorio. L’analisi ha toccato anche i temi della ricostruzione e della progressiva fase di deindustrializzazione del territorio. «Gli studenti hanno evidenziato», sottolineano Trasatti, Sangermano e Lombardo, «una visione piuttosto critica dell’attuale società e delle istituzioni. Ma hanno anche dimostrato un certo dinamismo nella possibilità di dare un apporto concreto alla svolta necessaria per risalire la china. Abbiamo scelto il confronto con i ragazzi in quanto la politica attuata dai vari governi, negli ultimi 20 anni, ha messo in contrapposizione le diverse generazioni introducendo forme di flessibilità che hanno allungato l’età pensionabile riducendo le possibilità di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. I nostri ragazzi», concludono i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, «pur guardando con preoccupazione al futuro, non risultano rassegnati, ma attivi e impegnati nel progetto di cambiamento, crescita e sviluppo del nostro territorio».
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