Emergenza alcol tra adolescenti Di Salvatore: genitori state attenti

Gli episodi di teppismo a Luco riportano l’attenzione sul caso Marsica, interviene lo psichiatra dell’Asl: «Segnalare gli esercenti che vendono birra, vino o drink ai minori creando problemi alle famiglie»
AVEZZANO. Cresce la preoccupazione sociale nella Marsica per il consumo di alcolici tra giovanissimi, fenomeno «spesso sottovalutato dai ragazzi e anche dai loro genitori, che tendono a disconoscere e a nascondere un problema grave». Dopo i fatti di cronaca avvenuti a Luco, quando un gruppo di giovanissimi teppisti ubriachi ha seminato il panico nel centro del paese danneggiando portoni, persiane, citofoni e cassette della posta, sul fenomeno è intervenuto lo psichiatra Adelmo Di Salvatore, direttore del Serd dell’Asl (Servizio dipendenze) di via Volturno ad Avezzano.
FAMIGLIE, LEGGE E SOCIETÀ. «I genitori dovrebbero per primi controllare i propri figli, soprattutto di notte, e segnalare gli esercenti che creano problemi alle famiglie», prosegue Di Salvatore, «perché la legge vieta la somministrazione, la mescita e la vendita di alcolici ai minori di 18 anni. A questo si aggiungono nuovi modelli di consumo che sostengono il preoccupante e dilagante fenomeno», sottolinea il responsabile del Serd, «come la presenza di distributori automatici di vino. Anche se l’acquisto avviene attraverso la tessera sanitaria per attestare l’età, dall’altra sappiamo tutti che si tratta di un sistema di controllo eludibile: basta inserire il documento magari prestato da un amico maggiorenne e il gioco è fatto. Anche la moda dei pullman del sabato sera è contro ogni tipo di prevenzione, perché facilita l’aumento dei consumi e quindi dei problemi alcolcorrelati».
SBRONZE TRENDY. «Possiamo dire che l’età del bere non si è abbassata, ma è cambiata la modalità di consumo», spiega lo psichiatra, «l’ultima tendenza tra i giovanissimi si chiama binge drinking, letteralmente abbuffata del bere, che consiste nell’assumere alcolici il più possibile nel minor tempo possibile. Poi ci sono anche le happy hours che consentono di bere quanto si vuole con pochi euro».
SALE IL CONSUMO CASALINGO. «E durante il lockdown», precisa, «abbiamo riscontrato un aumento del consumo di alcolici a casa, soprattutto come abbuffate. Sfide a distanza in tempo di Covid che hanno inondato i profili social degli adolescenti a testimonianza di un problema da tenere sotto controllo. Secondo l’Istat, nell’ultimo anno le femmine tra i 14 e 17 anni hanno consumato più alcolici dei coetanei maschi».
PRIMA CAUSA INCIDENTI. Secondo Di Salvatore bastano due bicchieri di vino o birra per causare un incidente stradale, la principale causa di morte tra 19 e 39 anni, dovuta proprio al consumo di bevande alcoliche. «Non esiste una quantità sicura», precisa l’esperto, «infine non bisogna sottovalutare che fino a 25/28 anni il cervello umano non è ancora del tutto plasmato e ogni bicchiere di vino o birra può incidere negativamente al suo sviluppo. La non consapevolezza dei rischi è più frequente sotto i 18 anni e sopra i 65».
COME CHIEDERE AIUTO. «Famiglie e adolescenti in difficoltà sappiano di poter contare sul Servizio per le dipendenze e sulle associazioni di volontariato, con i gruppi di autoaiuto», conclude lo psichiatra. Il Serd risponde al numero 0863/499850; oppure all’email serdaz@asl1abruzzo.it.

