Eredità contesa: quattro assoluzioni anche in Cassazione
L’AQUILA. Assolti anche in Corte di Cassazione gli imputati di un processo per un’eredità contesa nato da sospetti sul matrimonio celebrato poco prima del prematuro decesso di un noto professionista,...
L’AQUILA. Assolti anche in Corte di Cassazione gli imputati di un processo per un’eredità contesa nato da sospetti sul matrimonio celebrato poco prima del prematuro decesso di un noto professionista, Volfango Millimaggi, fatto che ha dato l’avvio a un procedimento giudiziario per circonvenzione di incapaci e falso con 4 rinvii a giudizio. Gli ermellini hanno confermato le sentenze di assoluzione con formula piena.
Il ricorso per Cassazione riguardava gli effetti civili. Le motivazioni della sentenza saranno rese note nei prossimi giorni.
La vicenda giudiziaria ebbe origine da una denuncia di alcuni familiari del defunto, a fronte di un’eredità contesa di un milione. La doppia sentenza di assoluzione nei primi due gradi di giudizio, con formula piena, aveva già scagionato Fabiana Ludovici, moglie del defunto professionista, suo fratello, Claudio Millimaggi, Anna Cinzia Mattei, ufficiale di Stato civile del Comune di Scoppito, e il medico Francesco Del Signore.
Ludovici e Claudio Millimaggi furono accusati di avere indotto Volfango a contrarre matrimonio approfittando delle condizioni di «deficienza psichica» del professionista. Questo avrebbe comportato lo stravolgimento del sostanzioso assetto ereditario a scapito degli altri parenti del defunto ingegnere. Del Signore, medico del professionista defunto, Claudio Millimaggi, e Ludovici furono accusati di falso. Il medico, su istigazione degli altri due, avrebbe redatto un certificato mendace nel quale si sosteneva che Volfango era in grado di intendere e di volere. Un altro falso fu contestato a Ludovici, Claudio Millimaggi, e all’ufficiale di stato civile Mattei. Nell’atto la funzionaria municipale attestò che il matrimonio con effetti civili si sarebbe svolto senza vizi di volontà. Tutte accuse che non hanno mai retto al vaglio dei vari gradi di giudizio. Il collegio difensivo era formato dagli avvocati Attilio Cecchini, Riccardo Lopardi, Stefano Rossi, Cesidio Gualtieri, Vincenzo Calderoni, Carla Falli.

