Esposito (Gssi): «La sfida è attrarre nuovi talenti»

L’AQUILA. Attrarre i migliori talenti a livello internazionale e portarli all’Aquila. Ha una missione ben precisa il neo-direttore generale del Gran Sasso Science Institute. Paolo Esposito, 53 anni,...
L’AQUILA. Attrarre i migliori talenti a livello internazionale e portarli all’Aquila. Ha una missione ben precisa il neo-direttore generale del Gran Sasso Science Institute. Paolo Esposito, 53 anni, originario di Chieti, che dal 2012 al 2018 ha guidato l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, ha lasciato la direzione del personale della società farmaceutica Dompé per assumere un nuovo incarico. Dal 4 novembre è entrato, come direttore generale, nel Gssi con un contratto biennale, in sostituzione di Simonetta Negrini. ATTRARRE TALENTI. Selezionato con un bando pubblico Esposito, in linea con il rettore, Eugenio Coccia, ha dato subito un’impostazione manageriale all’ente. Impostazione che, del resto, è nelle sue corde, viste le esperienze pregresse. «L’obiettivo che mi sono prefisso», dichiara, «è di supportare il corpo accademico nel creare un ambiente fortemente attrattivo, che porti in città i più grandi talenti da tutto il mondo: ragazzi che studieranno e vivranno qui. Il Gssi dovrà essere sempre più proiettato verso i massimi livelli europei della ricerca». Esposito dice di aver trovato «uno staff motivato e appassionato, quasi tutto locale. E questo agevola il progetto di una realtà aquilana tra le più qualificate per livello di ricerca e formazione. Sto impegnando molto del mio tempo a conoscere il personale», spiega, «e i processi organizzativi, cercando di far camminare la macchina, senza interruzioni. Fin dai primi giorni ho firmato atti e provvedimenti».
LA MISSIONE. «Supportare il Gssi per costruire processi robusti e sostenibili nel tempo. È questa la mia missione», sottolinea il direttore generale, che fa un parallelo tra il Gran Sasso Science Institute e l’Usrc. «Quando un ente è nuovo», dice Esposito, «si lavora per priorità e obiettivi di breve e medio periodo. C’è, poi, una seconda fase, che è quella attuale, in cui si deve puntare a rendere più strutturata l’organizzazione interna. Il mio mandato è porre le basi per una programmazione in grado di camminare, per i prossimi anni, dal punto di vista gestionale, amministrativo e di processo. Come si fa? Con l’analisi dei processi esistenti e con continue proposte di miglioramento».
VISIONE MANAGERIALE. Il Gssi sempre più impostato a una visione manageriale, capace di attrarre menti eccellenti e di imporsi nel mercato della ricerca. «Sarà mia premura», afferma Esposito, «rispondere velocemente, e con un alto livello qualitativo, alle richieste del mondo accademico e alle tante opportunità progettuali e di ricerca, che possono arrivare dall’esterno, trasformando in realtà operativa la visione del rettore Coccia e del consiglio di amministrazione. La formula è quella delle tre P: persone, processi e performance. Non va sottovalutato il potenziale che il Gssi rappresenta per la realtà del territorio, con 200 tra docenti, ricercatori, assegnisti di ricerca e dottorandi che provengono da 90 Paesi del mondo. Il Gran Sasso Science Istitute, oltre che come eccellenza nella ricerca e nella formazione», conclude Esposito, «è un ambiente multiculturale a forte esposizione internazionale, che valorizza la città». Il nome di Esposito è stato inserito, a settembre scorso, nella classifica stilata dal mensile Capital, sui 100 migliori manager delle risorse umane in Italia.
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