Esuberi scongiurati alla Marelli: 550 tagli, ma in altre sedi italiane

28 Gennaio 2022

Il piano di riorganizzazione non toccherà lo stabilimento di Sulmona, possibili solo uscite volontarie Paliani (Uilm): «La conferma della commessa per il Ducato di Atessa ha rappresentato una garanzia»

SULMONA. La Magneti Marelli annuncia 550 esuberi in tutta Italia, ma il sito di Sulmona non verrà toccato dalla riorganizzazione. L’azienda che produce componentistica per il settore automotive ha deciso di tagliare il proprio personale mandando a casa impiegati e quadri. Una scelta che però non interessa lo stabilimento di Sulmona sul quale sono stati investiti 2 milioni e mezzo di euro per le attività legate al Ducato 250 ed è stata confermata la fornitura per il cliente Messico e altre attività legate al settore auto. Un sospiro di sollievo per i 650 dipendenti, la maggior parte dei quali ora sono in cassa integrazione. Dal 10 gennaio, infatti, sono scattati gli ammortizzatori sociali per 545 dipendenti (su 650 totali) dello stabilimento, di cui 487 operai e 58 impiegati e quadri. La cassa, richiesta alla luce della crisi del settore dell’automotive che sta mettendo in ginocchio migliaia di aziende, andrà avanti salvo proroghe fino al 5 marzo. Al livello nazionale, invece, Marelli da una parte ha confermato l’impegno a realizzare un piano di investimenti di oltre 77 milioni nel 2022, e dall’altro ha annunciato un taglio di 550 dipendenti - dirigenti, impiegati e indiretti - di cui 350 destinatari di accordi di prepensionamento e 200 di incentivi all’esodo. Il piano presentato dalla società dovrà essere attuato entro giugno. «Il sito di Sulmona della Magneti Marelli ha lavoro e questo è sicuramente un elemento positivo», ha precisato Michele Paliani, segretario nazionale Uilm-Uil, «si è riaggiudicato la commessa del Ducato realizzato in Val di Sangro e quindi una garanzia in più. Non sarà interessato quindi dal taglio annunciato dalla proprietà a livello nazionale. Essendo una scelta da fare su base volontaria, gli impiegati negli uffici, vicini alla pensione, potrebbero essere interessati a usufruire dell’incentivo all’esodo. Ma dal momento che si tratta di una scelta da fare personalmente non possiamo sapere ora se ci sarà o meno l’adesione».
Marelli ha spiegato che vuole salvaguardare la presenza in Italia e proprio per questo ha deciso di mettere in atto un piano che risponde alla necessità di riorganizzare «in maniera più efficiente e sostenibile la struttura aziendale, riducendone i costi fissi e ridefinendo gli organici delle funzioni di staff, mitigando al contempo le ricadute sociali delle scelte rese necessarie dalle condizioni di mercato. L’azienda ha poi confermato l’impegno a individuare soluzioni sostenibili a livello economico e sociale per l’azienda e i suoi dipendenti, e di voler ricorrere esclusivamente a strumenti di tipo volontario, lavorando con le organizzazioni sindacali per costruire un percorso condiviso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA