Fasci littori sui muri, scatta la rimozione

Manifesti e scritte inneggianti al fascismo. Pezzopane invita il sindaco a farli cancellare. Biondi non replica, operai in azione
L’AQUILA. Fasci littori e scritte in caratteri runici inneggianti al fascismo nella città dei Nove Martiri. Sul caso, oggetto di una denuncia in questura contro ignoti presentata dal segretario generale provinciale della Cgil L’Aquila Francesco Marrelli, indaga la Digos. «Non è il primo episodio di questo tipo negli ultimi tempi», denuncia la Cgil. «Al di là delle reiterate affissioni abusive riconducibili ad alcuni gruppi e movimenti di estrema destra ci sono stati altri gravi e inquietanti episodi, come il ritrovamento di bandiere e vessilli del Terzo Reich di qualche mese fa tra Lucoli e Roio. Riteniamo che non sia più possibile assistere inerti a tali fatti e che la condanna di episodi simili debba passare anche attraverso atti concreti. Atti del genere, oltre a configurare reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, si pongono in contrasto con i valori e i princìpi della Costituzione repubblicana e antifascista e con le norme che sanzionano l’esaltazione di principi, metodi e fatti del fascismo con il rischio di derive che minano la tenuta dei valori democratici. Ci schieriamo contro l’odio e la violenza e contro l’esaltazione di anni bui come modalità di azione politica, ritenendo che oggi più che mai, sia necessario riaffermare un nuovo modello di società democratica, solidale, ugualitaria e che sia presidio di diritti e tutele per tutte e tutti».
«L’Aquila ricoperta di fasci littori. Il sindaco faccia ripulire questo schifo che offende la città dei 9 Martiri, faccia immediatamente togliere questa immondizia e ripulire le mura imbrattate da simboli littori, emblemi di fascismo, dittatura, torture, razzismo e ogni altra nefandezza vergogna dell’Italia del Ventennio». Lo afferma la consigliera di opposizione Stefania Pezzopane, che chiama in causa il primo cittadino. Nessuna replica dal sindaco Biondi, che ha dato mandato agli operai comunali per la rimozione e/o copertura dei manifesti, le cui operazioni sono andate avanti fino a tarda ora.
Indignazione è stata espressa anche da Pierluigi Iannarelli, segretario del circolo di Sinistra italiana: «Sciogliere le organizzazioni neofasciste».
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