Fiume Vera, c’è il piano di gestione Approvato il progetto di recupero

Il Comune mira alla tutela della Riserva regionale a partire dalle sorgenti del corso d’acqua di Tempera Previsti interventi di ampliamento e messa in sicurezza dei sentieri e sostegno agli operatori agricoli
L’AQUILA. Il Comune ha approvato il piano di gestione 2024 della Riserva regionale delle sorgenti del fiume Vera (Tempera). Un piano che va nella direzione del rafforzamento della tutela e contestualmente della valorizzazione dall’area. «All’interno della Riserva», si legge nel Piano, «l’emergenza ambientale che merita maggior tutela è sicuramente costituita dalle sorgenti e dal fiume Vera: le acque alimentano un unico grande sistema idrogeologico (l’acquifero del Gran Sasso, uno dei più importanti dell’Appennino). Negli ultimi decenni, l’incessante e notevole degrado della risorsa idrica, nonché le modifiche delle precipitazioni legate ai cambiamenti climatici, hanno avuto come effetto immediato la riduzione della disponibilità della stessa per i vari usi, pertanto l’efficienza e la sostenibilità ambientale nello sfruttamento delle risorse idriche sono diventate obiettivi prioritari dal punto di vista della salvaguardia ambientale e della salute umana. Il principale problema per la Riserva è sicuramente legato alla convivenza tra spazi a elevato carattere di naturalità e la sopravvivenza delle attività agricole esistenti. A ciò si aggiunge la costante edificazione della zona circostante, soprattutto dopo il sisma, che ha visto una proliferazione sempre crescente di abitazioni più o meno provvisorie e più o meno legittime, ma circondanti e, in molti casi, opprimenti l’area della Riserva. A ciò si aggiungono continui atti vandalici che compromettono l’integrità e la fruizione della Riserva». Tra le attività programmate ci sono: interventi di messa in sicurezza, ampliamento e manutenzione della rete sentieristica con implementazione della cartellonistica; attività di educazione ambientale e divulgativa sulla conservazione degli ambienti fluviali; azioni di comunicazione per far conoscere la Riserva; azioni di coinvolgimento e sostegno agli operatori agricoli locali, anche non professionali, per il recupero del sistema degli orti. In programma «interventi di messa in sicurezza del sentiero 3, che potranno prevedere, ad esempio, la potatura di alcuni alberi o il taglio di quelli a rischio caduta. Saranno predisposte ulteriori azioni di manutenzione dei sentieri esistenti. Saranno aggiunti cartelli per indicare la corretta fruizione dell’area». In collaborazione con l’Università «ci sarà uno specifico programma di monitoraggio della qualità dell’acqua sorgiva e fluviale, attraverso l’uso non solo di indicatori chimico-fisici, ma anche di indicatori biologici. Sarà avviato un programma pluriennale basato sulla costruzione di strumenti multimediali, convegni e mostra permanente». Le opere necessarie a conservazione ed eventuale ripristino ambientale, da realizzare nel medio termine prevedono il «recupero di caratteri e qualità ambientali-paesaggistiche in via di compromissione o già compromesse, attraverso l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica negli interventi di manutenzione del territorio; attività di eliminazione di eventuali rifiuti abbandonati e di detrattori ambientali; individuazione dei manufatti abusivi; recupero di caratteri e qualità ambientali – paesaggistiche in via di compromissione o già compromesse, attraverso l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica». (g.p.)

