Fuoco del Morrone senza cortei: fiaccola a gruppi di 5 persone

Panti (Movimento celestiniano) illustra le modifiche forzate: «Mascherine e distanziamento, alcune iniziative accorpate»
L’AQUILA. Con la partenza, prevista per domani, dall’eremo peligno di Sant’Onofrio, del Fuoco del Morrone (arrivo all’Aquila il 23), parte la 726ª Perdonanza. Nel tratto finale la fiaccola sarà scortata dagli uomini in prima fila per contenere gli incendi: un vigile del fuoco, un alpino e un componente della Protezione civile. L’organizzazione del Fuoco, come sempre, è stata curata dal Movimento Celestiniano, che ha redatto il programma tenendo conto delle prescrizioni anti-Covid-19.
«Non è stato facile», ha spiegato il responsabile del Movimento celestiniano Floro Panti, «ma non potevano certo non programmare questa straordinaria settimana, tenendo conto che l’allestiamo da più di 40 anni. Certo, non sarà come nelle edizioni trascorse e l’emergenza Covid-19 ci ha costretto a modificare le cerimonie ormai consolidate nel tempo. Non ci saranno cortei, la Fiaccola sarà accompagnata al massimo da 5 persone con dispositivi di protezione e distanziamento di sicurezza e alcune iniziative saranno necessariamente accorpate. Ad esempio, il 20 agosto, pur toccando i centri previsti per quel giorno, la celebrazione sarà unica per le autorità civili e religiose e le popolazioni interessate e si terrà alla chiesa di Centurelli, in omaggio al riconoscimento del patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco sia della Perdonanza che dalla Transumanza, visto che Santa Maria di Centurelli era un punto di riferimento per chi percorreva il tratturo».
«Nell’ultimo tratto sul piazzale di Collemaggio», ha specificato Panti, «saranno tre le persone che porteranno la Fiaccola dall’inizio del prato della basilica fin sul palco per la consegna al sindaco Biondi. Si tratterà di un vigile del fuoco, di un alpino del Nono reggimento e di un rappresentante della Protezione civile. L’emergenza ci ha costretto a inevitabili rinunce, ma non per questo il Fuoco del Morrone, che si ripete da prima che venisse istituzionalizzata la Perdonanza dell’epoca moderna, sarà meno solenne e meno suggestivo».
«È uno dei momenti-cardine della Perdonanza», ha detto il vicesindaco Raffaele Daniele, coordinatore del Comitato Perdonanza, «e per questo siamo ben lieti che il Movimento celestiniano sia riuscito a predisporre l’evento senza scalfirne il valore e il pieno significato. Elementi fondamentali per l’avvenuto riconoscimento della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco».

