Gasdotto, il giorno della verità Oggi la conferenza dei servizi

8 Ottobre 2014

SULMONA. Giornata decisiva oggi per il progetto di centrale e metanodotto Snam. Dovrebbe tenersi stamattina a Roma la conferenza dei servizi sull’impianto di Case Pente, la zona verde alle spalle...

SULMONA. Giornata decisiva oggi per il progetto di centrale e metanodotto Snam. Dovrebbe tenersi stamattina a Roma la conferenza dei servizi sull’impianto di Case Pente, la zona verde alle spalle del cimitero sulmonese. Nell’incontro, convocato dal viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, potrebbe arrivare il via libera definitivo al progetto di lungo corso della multinazionale del gas. Il fronte del no, guidato dai comitati per l’ambiente e da Regione e Comune, era riuscito a strappare nei giorni scorsi un rinvio della conferenza, che era stata poi riconvocata dopo appena una settimana. Una doccia fredda non digerita dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, che ha abbandonato l'ultimo incontro del gruppo di lavoro sulle alternative al progetto, quando la Snam ha apostrofato Sulmona come area marginale. La rottura delle trattative potrebbe compromettere quanto fatto finora dal fronte del no o sottintendere altro. Di fatto la questione è finita sul tavolo del capo dello Stato, a cui il presidente del consiglio comunale Franco Casciani ha scritto una lettera per riparare l'offesa al territorio. Intanto, in città si infiamma il dibattito fra contrari e favorevoli, come Gianni Cirillo dell’Ance, che suggerisce di trattare con la Snam, scatenando il no dei consiglieri di maggioranza. Il progetto prevede una centrale del gas da 75 bar con relativo gasdotto, in un’area di 12 ettari a pochi passi dal cimitero sulmonese. Tre i turbocompressori previsti, oltre a tre caldaie e un camino di 14 metri. Discorso più complesso per il metanodotto Sulmona-Foligno, uno dei 5 tronconi della Rete Adriatica, che dovrebbe correre lungo 168 chilometri, attraversando tre regioni (Abruzzo, Umbria e Lazio) e 20 comuni solo in Abruzzo. L'iter della Snam risale al 2004, quando dopo l’ottenimento di un primo requisito di pubblica utilità (poi scaduto), il procedimento è andato avanti a grandi passi. Fino all’avvio della fase istruttoria del 5 agosto 2010 e del decreto ministeriale del 7 marzo 2011, con cui i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali hanno detto sì a centrale e metanodotto. A cui è seguito il decreto di pubblica utilità del ministero dello Sviluppo economico del 29 giugno 2011. La prima battuta d’arresto è arrivata con la risoluzione contraria del 26 ottobre dello stesso anno da parte della commissione Ambiente della Camera, a cui si sono aggiunte le due successive della Regione. Infinem il no della conferenza regionale dei servizi del 15 febbraio del 2013, quello dell’Arta del giorno prima e quello della mancata Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della settimana successiva. A luglio il no della giunta D’Alfonso. (f.p.)

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